Ritiro OCDS

GIORNATA DI RITIRO PER LA COMUNITA’ OCDS DI MONZA

«AMARE GESÙ E FARLO AMARE»

è questo il titolo della giornata di ritiro per la Comunità OCDS di Monza che si è tenuta il 17 novembre presso i locali del  Santuario di S.Teresa di Gesù Bambino. Un tema che si è posto come cerniera per far combaciare il mese dedicato alle MISSIONI (che ha come patrona Santa Teresa di Gesù Bambino, dottore della Chiesa) e il tempo dell’AVVENTO. Questo titolo ci ha messo velocemente in cammino con UNA GUIDA che ci ha condotto verso il lontano Oriente. Potremmo dire che ha allargato i nostri orizzonti e ci ha mostrato come i “Magi hanno visto brillare la stella!” Il racconto di questa avventura più unica che rara è frutto della testimonianza data da Padre Carmelo OCD che ha voluto richiamare alla memoria con noi, l’esperienza, breve ma profonda del soggiorno che ha vissuto nella Chiesa cattolica in Corea.
“Sono felice di appendermi ai vostri occhi!”
con questa frase Padre Carmelo, dopo 55 anni come missionario in Giappone, ha estratto per noi “dal suo tesoro, cose antiche e cose nuove”. Ha iniziato il suo intervento con voce dolce ma decisa e ha catturato subito l’attenzione di tutti. La fragilità dei suoi 92 anni si è illuminata di una tenerezza vigile nello sguardo. Occhi che spesso diventavano gioiosi. I suoi modi pacati sono riusciti a fermare i nostri orologi e in breve tempo ci ha proiettati là dove, a mille miglia di distanza, circa 5.000 anni fa gli antenati del popolo coreano guardavano il cielo in adorazione del DIO SUPREMO, credendo nella sua esistenza e indossando VESTITI BIANCHI, si facevano chiamare FIGLI DELLA LUCE. Erano uomini che amavano la pace e cercavano per conto loro la VERITÀ ETERNA. Su queste radici, molti anni dopo, ancora prima di conoscere il Cristianesimo, un loro antenato LEE BYOK (1600 circa) vero dono della provvidenza, seppe sviluppare una COMUNITÀ DI INTELLETTUALI che si riuniva nella appassionata ricerca della verità e quando rimase colpito dai contenuti di alcuni libri cristiani giunti dalla Cina, cerco il modo di saperne di più. Per realizzare il sogno di avvicinare quelli che lui chiamava “SAGGI OCCIDENTALI” Lee Byok, si fece aiutare da Lee Seung Hun, figlio del segretario dell’ambasciata in Cina. A Pechino, il giovane Seung, incontrò missionari Gesuiti che lo aiutarono nella conoscenza del Cristianesimo e si fece battezzare. Fu chiamato Pietro e tornato in patria divenne la pietra angolare della Chiesa in Corea. Con i libri di catechismo e di preghiera che furono tradotti in coreano, molti riuscirono ad approfondire il loro credo e furono battezzati insieme a Lee Buok. La mancanza di sacerdoti e missionari non impedì la divulgazione della PAROLA DI DIO, e proprio grazie all’eroica vita di alcuni LAICI ebbe così inizio LA STRAORDINARIA EVANGELIZZAZIONE DELLA COREA!

Improvvisamente su questi primi germogli arrivò, come gelo, la pesante mano della persecuzione e la Chiesa in Corea, voluta-nata-sostenuta da laici, portò la Croce e completò sul proprio corpo le sofferenze di Cristo!
Questi laici battezzati, uomini e donne, sono considerati i FONDATORI DELLA CHIESA IN COREA e dopo che il loro sangue fu sparso, i cattolici rimasti soli e senza guida spirituale, si riunirono spontaneamente per consolarsi e aiutarsi a vicenda. Coraggiosamente si misero a ripristinare in segreto la Chiesa cercando i cattolici che si erano nascosti nelle campagne e riuscirono a mantenere i contatti con il vescovo di Pechino. Per 57 anni, dal 1779 al 1836, senza aiuto dall’esterno (eccetto brevi visite di preti cinesi), diffusero il Vangelo nella loro patria e verso il 1800 i battezzati erano già circa 10.000. Nel 1837 arrivarono dei missionari francesi (un vescovo e due sacerdoti) che penetrarono clandestinamente in Corea e furono martirizzati 2 anni dopo non prima però di essere riusciti a mandare 3 giovani coreani nel seminario di Macao.
Le persecuzioni sanguinose durarono fino al 1886, quando un accordo commerciale con potenze europee portò con sé, finalmente anche la libertà religiosa. Da allora di pari passo con l’evoluzione del paese c’è stato un fiorire di attività religiose, apertura di scuole e sensibilizzazione verso una più equa giustizia sociale. Sono nate iniziative di annuncio, di ecumenismo e fioriscono le conversioni. Nel 1950 la Chiesa cattolica aveva 150.000 battezzati, nel 1960 erano 452.000 e nel 1980 un milione e mezzo. Da allora non hanno cessato di crescere fino agli attuali cinque milioni. Ci siamo tutti resi conto che la storia della Chiesa in Corea è un grande miracolo e non è solo questione di numeri è l’idea di uguaglianza di tutti gli uomini creati dallo stesso Dio, Padre di tutti. È questa fede in Cristo fratello che coinvolge il loro stile di vita in ogni aspetto sociale e pastorale. Nei racconti dettagliati che ci ha fatto padre Carmelo, non ci ha stupito sapere che i cattolici coreani di oggi credono fermamente nell’aiuto dei loro martiri antenati e li pregano in tempi di difficoltà! Lo Spirito Santo che li ha animati con fervore continua attraverso queste nuove generazioni di fedeli instancabili a portare conversioni e battezzati ogni giorno alla chiesa di Cristo. Crediamo che fare una relazione riassuntiva di quello che è successo e continua ad accadere in Corea non sia facile ma Padre Carmelo l’ha fatta diventare una lezione salutare ed efficace ed è riuscito a “risvegliare“ i nostri cuori che molte volte si addormentano in tante nocive comodità.
Per noi, che abbiamo ascoltato, conoscere è stato un dono grandissimo… è stato “lampada per i nostri passi, luce sul nostro cammino”.

 

Silvana Corbelli, ocds Monza

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