I CARMELITANI SECOLARI

La storia

Se si cerca nella storia l’origine dei Terz’ordini o Ordini Secolari e si vuole risalire al tempo in cui si comincia a parlarne, si incontra in fondo alla ricerca la figura di san Francesco d’Assisi. Fu infatti il Santo d’Assisi che capì, benché solo intuitivamente, che la ricerca della maniera di impostare la spiritualità della sua nuova famiglia religiosa nel concreto della vita quotidiana lo portava a fondare un Ordine, composto da persone laiche – anche se aperto al clero diocesano -, che vivessero nel mondo e affrontassero le difficoltà quotidiane della vita cristiana. Il Papa Onorio III approvò la prima regola dell’Ordine Secolare nel 1221. I suoi membri furono allora chiamati «I fratelli e le sorelle penitenti».

Presentando la regola al Papa per l’approvazione, san Francesco riconobbe che quello che stava facendo era qualcosa di “ecclesiale”, non solo qualcosa di particolare del suo nuovo Ordine. La dimensione ecclesiale di tale evento si riflette nel can. 312 dell’attuale Codice di Diritto Canonico che stabilisce che solo la S. Sede può erigere associazioni universali o internazionali. L’autorità della S. Sede viene delegata al Generale di ciascun Ordine mendicante. Nel nostro caso fu delegata al Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi dal Papa Clemente VIII con i documenti Cum Dudum (23 marzo 1594) e Romanum Pontificem (20 agosto 1603).

Certo, la vita religiosa e le famiglie religiose esistevano prima di san Francesco. Come è noto, la vita monastica era fiorita in Europa occidentale grazie a san Benedetto. I Benedettini e altre forme di vita monastica hanno avuto per secoli l’istituzione degli «oblati», la cui identità e struttura hanno subito molti cambiamenti lungo la storia. Tuttavia essi rimasero sempre legati alla caratteristica basilare della vita monastica, cioè si identificarono con qualche monastero in particolare per tutta la loro vita.

La vita mendicante, cominciando con Ordini quali i Francescani, i Domenicani, i Carmelitani ecc., aveva una struttura e uno scopo differenti. Gli articoli della Enciclopedia Cattolica segnalano al riguardo le differenze che esistono tra la vita monastica e gli Ordini mendicanti riguardo alla spiritualità e all’apostolato. Fondamentalmente si potrebbe affermare che inserire i laici nella vita monastica era offrire loro il mondo e la spiritualità del monastero, mentre inserire i laici nella vita mendicante era offrire la spiritualità degli Ordini mendicanti alla vita dei laici nel mondo.

Gli Ordini mendicanti si sforzarono di vivere secondo principi spirituali e di svolgere un apostolato che scaturisse dalla spiritualità che essi vivevano. Molte congregazioni di vita religiosa sono esistite per un periodo di tempo e poi sono scomparse perché la ragione o le ragioni d’esistere erano venute meno. Queste congregazioni di vita religiosa basarono la loro identità sull’apostolato specifico per il quale erano state fondate. Attualmente alcune congregazioni di vita attiva, che hanno dato considerevoli contributi alla società, stanno cercando un rinnovamento perché il loro scopo originale è venuto meno. Altri Istituti addirittura hanno deciso di non cercare nuove vocazioni e di cessare di esistere perché il loro lavoro non è più necessario.

Invece, gli Ordini mendicanti non fondano la loro identità sull’apostolato ma sulla spiritualità, e questa spiritualità guida e dirige le prestazioni apostoliche a cui si dedicano. La spiritualità degli Ordini mendicanti riflette un elemento o alcuni elementi che appartengono alla missione della Chiesa nel mondo. L’apostolato dei Domenicani nell’ambito dell’educazione superiore, ad esempio, è conseguenza della spiritualità domenicana del predicatore che diffonde la parola. Molta parte dell’apostolato francescano consiste nell’impegno a lavorare per i poveri. Questo è il frutto del desiderio francescano di seguire Gesù nella povertà e semplicità evangelica. La spiritualità degli Agostiniani si fonda sul desiderio di scoprire Gesù nella comunità che li porta allo svolgimento di molte forme di apostolato sociale. E il carisma del Carmelitano Teresiano si fonda sulla relazione intima e amorosa tra Dio e la persona che si incontrano nell’orazione. Da questa base scaturiscono le opere alle quali i Carmelitani si dedicano.

Il ramo Secolare degli Ordini mendicanti non è solo un laicato associato. Mediante la connessione con i Frati del rispettivo Ordine, l’Ordine Secolare comunica la propria spiritualità al mondo circostante. Si può dire che, se non esistesse l’Ordine Secolare, mancherebbe qualcosa nella spiritualità e nella presenza degli Ordini mendicanti.

L’Ordine Secolare non è conventuale e tanto meno monastico, è propriamente «secolare», Come dire che non esercita la propria missione nel convento o nel monastero, ma nel mondo «saeculum», e diventa definitivamente «ordine» quando è stabilito sulla base della relazione essenziale esistente tra i Frati e i Secolari. Tale relazione non è accidentale; è essenziale.

In particolare per l’Ordine Carmelitano Teresiano, l’Ordine Secolare è un ramo distinto dell’Ordine, come lo presentano le Costituzioni (Proemio). I Secolari, tuttavia, non esistono come un ramo indipendente: distinto sì, ma non indipendente dall’Ordine. Per questa ragione la S. Sede attribuisce la facoltà di stabilire le comunità dell’Ordine Secolare al Superiore Generale dei Frati.

Lungo i secoli si è avuto uno sviluppo del ruolo e dell’identità degli Ordini Secolari e questo riguarda anche l’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi. Tale sviluppo si rapporta direttamente con l’evoluzione del ruolo e dell’identità dei laici nella Chiesa. Tra tanti documenti se ne potrebbero citare alcuni relativi al ruolo dell’Ordine Secolare nella vita dell’Ordine. Il più concreto e significativo proviene da un documento diretto alla vita consacrata, non ai laici: «Oggi non pochi Istituti, spesso in forza delle nuove situazioni, sono pervenuti alla convinzione che il loro carisma può essere condiviso con i laici. Questi vengono perciò invitati a partecipare più intensamente alla spiritualità e alla missione dell’Istituto medesimo. Possiamo dire che, sulla scia di esperienze storiche come quelle dei diversi Ordini Secolari o Terz’Ordini, è iniziato un nuovo capitolo, ricco di speranze nella storia delle relazioni tra le persone consacrate e il laicato» (Vita Consacrata 54).

L’elemento nuovo in questo testo è la responsabilità nel «partecipare più intensamente alla spiritualità e alla missione». La spiritualità è sempre stata accettata. La missione è l’elemento nuovo. È specificamente questa direttiva che rese necessario un impegno più serio da parte degli Ordini per lo sviluppo e la formazione dei membri dell’Ordine Secolare. La necessità di nominare un Delegato Generale si andò via via chiarendo nella misura in cui l’Ordine Secolare andava crescendo. Altra necessità che si presentò fu quella di porre le comunità dell’Ordine Secolare, stabilite in luoghi dove non erano presenti comunità di Frati, direttamente sotto il Delegato Generale.

Ricordando che l’Ordine Secolare è di sua natura ecclesiale e internazionale, si rese anche necessario per il centro dell’Ordine assumere un ruolo più attivo nella guida e nello sviluppo dei programmi di formazione dell’OCDS. Se un membro dell’Ordine Secolare vive la spiritualità dell’Ordine e diventa un soggetto attivo nello svolgimento della sua missione, allora la soluzione migliore per guidare la sua formazione è che l’Ordine se ne faccia carico. La formazione non è il progetto privato di una comunità particolare e neppure di una provincia. La formazione è responsabilità dell’Ordine. E quindi la formazione dei membri dell’OCDS è soggetta all’approvazione da parte del centro dell’Ordine (Costituzioni OCDS, 58).

Ora: il carisma vive e cresce nell’apostolato. Tra i membri di una comunità che costruisce quotidianamente, nella continua ricerca della volontà di Dio, la comunione fraterna (cfr. Vita Fraterna in Comunità n. 54), affermando così come, seguendo il Signore Gesù, è possibile realizzare in modo nuovo e umanizzante la convivenza umana (Il servizio dell’autorità e dell’obbedienza n. 22). E insieme nella missione ad Gentes. Ciascuno di noi, con l’aiuto della comunità di appartenenza e della società in cui vive, cresce e matura nella fede e nell’agire secondo lo spirito di Gesù. Come uomo vero cresce in queste due dimensioni.

Ciascun Carmelitano Secolare accoglie, quindi, «gli impegni di Comunità come testimonianza-servizio all’Ordine e alla Chiesa aprendosi sempre più all’impegno apostolico». Preparato «ad essere in grado di prendere iniziative di apostolato e di accompagnare spiritualmente altri fratelli» (cfr. Statuto Provinciale OCDS nn. 16-17).

L’Ordine Secolare si costituisce normalmente in gruppi organici (comunità) che vivono ed esprimono la comunione degli ideali, assicurandosi preziosi aiuti spirituali e favoriscono con reciproco vantaggio, i contatti con l’intero Ordine, nell’ambito di una missione comune.

Le comunità della nostra Provincia di San Carlo iniziarono a costituirsi ……

Oggi si trovano a:

BOLOGNA: Rosa Pellegrino ( pro tempore) – rosapelleg@gmail.com

CONCESA: Angela Marinelli – arcobaleno.paulon@gmail.com

FERRARA: Antonio Borsetto – antonioborsetto47@gmail.com

LODI: Lidia Ceolotto ( pro tempore) – liceo.1953@gmail.com

LUGANO: Rosanna Gabutii – rosanna.gabutti@hotmail.com

MILANO: Roberto Arioli – silens_venisti@yahoo.it

MONZA: Cristina Vaiani – starcri@yahoo.it

PARMA: Alberto Simonazzi – albertosimonazzi65@libero.it

PIACENZA: Lidia Ceolotto ( pro tempore) – liceo.1953@gmail.com

TORINO: Mario Tonini Bossi – mario.bossi@tiscali.it