CARMELITANI SCALZI

PROVINCIA DI SAN CARLO

Scheda raccolta dati della comunità

TITOLO: MOVIMENTO CARMELITANO DELLO SCAPOLARE (M.C.S.)

INDIRIZZO: VIA C. BATTISTI, 52 – 20900 MONZA (MB)

TELEFONO DELLA COMUNITÀ: SEGRETERIA GENERALE: ZINA cell. +39 333 334 8147

E-MAIL DELLA COMUNTà: mov.carmelitanoscapolare@gmail.it

DATA DI FONDAZIONE: 06/11/1994

 

 

IDENTITÀ: SIAMO FEDELI LAICI RIVESTITI DELLO SCAPOLARE DELLA B.V. MARIA DEL MONTE CARMELO. PROMUOVIAMO IL CARMELO TERESIANO TRA LA GENTE COSI’ CHE SEMPRE PIU’ PERSONE SIANO AIUTATE A CRESCERE INCESSANTEMENTE NELL’AMORE FRATERNO E NELLA VERITA’.

Il Movimento nasce a Concesa di Trezzo s/a. nel 1994 con lo scopo di promuovere il Carmelo Teresiano. Lo Statuto, nella sua stesura definitiva, è approvato dal definitorio generale dell’ordine nel 2010, dopo una prima approvazione nel 1999. In esso l’M.C.S. si denomina come «associazione privata di fedeli laici, senza fini di lucro, rivestiti dello Scapolare della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, associata all’Ordine dei Carmelitani Scalzi (O.C.D)».

In questi anni sono stati costituiti gruppi fraterni di laici a Cremona, Monza, Concesa, Sondrio, Melegnano, Novara, Moncalieri. con l’ausilio del padre assistente del movimento, ogni anno è definito un programma che ci aiuta a diffondere la conoscenza del Carmelo partendo dall’orazione teresiana. I gruppi di norma si incontrano una volta al mese secondo un calendario definito localmente e comunicato alla segreteria. L’attività di promozione del Carmelo propria del Movimento solo di recente ha iniziato a svilupparsi. Al di là dei gruppi dove se ne approfondisce la semplice conoscenza, è nelle fraternità che ci si attiva in tal senso. Esse sono due: Monza e Cremona. Le altre lo stanno per diventare. Se conosci i Carmelitani e la loro storia, come amico, potresti desiderare di farli conoscere…..

 

NELLA FRATERNITÀ DEL CARMELO

 

Sin dai tempi antichi ci furono dei fedeli laici che, attirati da questo ideale di vita e dalle sue caratteristiche, chiesero di poterlo condividere. La loro particolare situazione di famiglia e nelle realtà temporali, non era un ostacolo alla partecipazione alla fraternità del Carmelo. Segno esteriore di ammissione a questa fraternità fu l’abito (o parte dell’abito) dell’Ordine.

All’inizio si trattava specialmente del mantello, ma ben presto fu definitivamente rappresentato dallo Scapolare.

Lo Scapolare del Carmine, o abitino (indicato anche con altri nomi secondo i diversi luoghi), è una delle devozioni più amate tra il popolo di Dio. La sua grande diffusione sembra doversi ricondurre alla tradizione di una visione della Madonna, documentata almeno alla fine del secolo XIV.

In un periodo difficile, l’Ordine pregava per ottenere pieno riconoscimento e stabilità nella Chiesa.

Maria, Patrona del Carmelo, avrebbe risposto con una visione al carmelitano inglese San Simone Stock. Ella teneva in mano lo Scapolare e assicurava il santo Priore generale dicendo: Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque muoia con questo Scapolare sarà salvo (B. Xiberta, De Visiones S. Simone Stock, Roma 1950, 311).

Più tardi si cominciò a credere piamente che la Vergine avrebbe liberato presto dal Purgatorio, il primo sabato dopo la morte, i Carmelitani e anche i confratelli che avessero osservato la castità secondo il loro stato, recitato le preghiere e portato l’abito del Carmelo. È il cosiddetto privilegio sabatino (L. Saggi, La “Bolla sabatina”, ambiente, testo, tempo. Roma 1967).

I fedeli allora compresero subito che rivestire l’abito significava entrare nella fraternità dell’Ordine e di Maria. Rispondendo all’amore della Vergine, vivono sicuri della sua protezione nei pericoli della vita e nell’ora della morte, fiduciosi che anche dopo la morte interverrà per loro colei che con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo… fino a che non siano condotti nella patria beata (Lumen Gentium 62).

Recentemente, grazie ad una conoscenza più profonda della nostra tradizione, frutto della ricerca e del processo di rinnovamento in tutta la Chiesa, si è cambiata l’impostazione della religiosità popolare e, perciò, della devozione dello Scapolare (Lumen Gentium 67; Evangelii Nuntiandi 48).

La storia e l’evoluzione della devozione a Maria attraverso lo Scapolare presenta oggi varie categorie di devoti che, tenendo presente il grado di identificazione e di appartenenza alla Famiglia del Carmelo, possono riassumersi in:

Carmelitani

_ Frati

_ Monache

_ Secolari

Amici del Carmelo

_ Coloro che fanno parte della Confraternita dello Scapolare

_ Tutte le persone che ricevono lo Scapolare e ne vivono la spiritualità in forme associate

varie (es.: M.C.S. Movimento Carmelitano dello Scapolare)

_ Coloro che, ricevuto lo Scapolare, vivono tale devozione in forme non associate.

Tutti sono tenuti ad impegnarsi a vivere la caratteristica mariana della spiritualità carmelitana nella sua totalità e con fervore, ma in forme corrispondenti alla natura del vincolo che li lega alla suddetta famiglia di Maria.

LO SCAPOLARE

Lo Scapolare è essenzialmente un abito. Chi lo riceve è, in virtù dell’assunzione, associato in un grado più o meno intimo all’Ordine del Carmelo (Pio XII, Nôtre premiér souhait, 06.08.1950).

Lo Scapolare o abitino, infatti, è l’abito in miniatura di quest’Ordine che, per vivere nell’ossequio di Gesù Cristo (Regola, Prologo), ha scelto l’esperienza spirituale di familiarità con Maria, sorella, madre e modello.

L’aggregazione alla Famiglia Carmelitana e la familiarità con Maria, assumono un carattere fondamentalmente comunitario ed ecclesiale, perché Maria aiuta tutti i suoi figli – dovunque e comunque essi vivano – a trovare in Cristo la via verso la casa del Padre (Redemptoris Mater, 47). Così lo Scapolare è il piccolo “segno “ del grande ideale del Carmelo: l’intimità con Dio e l’amicizia tra i discepoli.

SIMBOLISMO BIBLICO

Già nel Vecchio Testamento il vestito e specialmente il manto, era simbolo dei benefici divini, della protezione dall’alto, della potenza trasmessa ad un inviato di Dio. Il vestito speciale di Giuseppe fu simbolo di predilezione (Gen 37,3); il mantello di Gionata regalato a Davide, un simbolo di amicizia (1Sam 18,4). In Isaia leggiamo: Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia (Is 61,10). Quando il profeta Elia fu rapito dalla terra, il suo mantello cadde sul suo discepolo Eliseo, trasmettendogli lo spirito del maestro (2 Re 2,14 ss.).

Nel Nuovo Testamento persino le frange del mantello di Gesù, toccate con fede, comunicano la Sua potenza benefica (Mc 5,25 ss.). S. Paolo più d’una volta rappresenta la vita in Cristo come un rivestirsi di Cristo (Rm 13,14; Gal 3,27). Indossare gli stessi sentimenti di Gesù, cioè la vita di grazia filiale del cristiano, viene descritta con l’immagine delle vesti.

 

NELLA TRINITÀ CON CRISTO

 

Maria, la benedetta fra le donne, è il capolavoro della Santissima Trinità che l’associò a sé, portando al massimo della realizzazione in Lei il femminile, come icona della Sua tenerezza e della Sua volontà salvifica (A. Bostio, De patronatu… n. 1529; n. 1574). Maria è la Madonna nella quale tutto è relativo a Cristo e tutto da lui dipende; in vista di lui Dio Padre, da tutta l’eternità, la scelse come madre tutta santa e la ornò di doni dello Spirito, a nessun altro concessi (Marialis Cultus, 25).

La Madonna è per tutta la Chiesa esemplare di quella lode della gloria della Santissima Trinità che tutti siamo chiamati ad essere. Lo Scapolare è simbolo e riconoscimento filiale e grato della missione che la Santissima Trinità ha voluto affidare a Maria nella storia della salvezza, mistero di misericordia (Tm 3,16). Sulle labbra di Maria sono state poste queste parole davvero significative: Ti porto uno Scapolare come pegno della mia benedizione e del mio amore e, al tempo stesso, come un segno del mistero che si compierà in te. Vengo per finire di “rivestirti di Gesù Cristo” (Gal 3,27) affinché tu sia “radicata in lui” (Col 2,7) via regale, nella profondità dell’abisso, con il Padre e lo Spirito d’amore (B. Elisabetta della Trinità, Biglietto alla M. Germana, 24.09.1906).

 

CAMMINO-PELLEGRINAGGIO ECCLESIALE

 

Attraverso lo spazio e il tempo e ancor più attraverso la storia degli esseri umani, Maria è presente come colei che ha creduto (Lc 1,45), come colei che avanza nella pellegrinazione della fede, partecipando come nessun’altra creatura al mistero di Cristo (Lumen Gentium 65, Redemptoris Mater 25).

La Chiesa nel suo pellegrinaggio di fede trova il suo migliore esemplare nella Madonna. L’esemplarità della Beata Vergine induce i fedeli a conformarsi alla Madre per meglio conformarsi al Figlio. Li induce altresì a celebrare i misteri di Cristo con gli stessi sentimenti e atteggiamenti con cui la Vergine fu accanto al Figlio nella nascita e nell’Epifania, nella morte e nella risurrezione.

Li incita cioè a custodire premurosamente la parola di Dio e a meditarla; a lodare Dio con esultanza e a rendergli grazie con gioia, a servire fedelmente Dio e i fratelli e a offrire generosamente per loro anche la vita; a pregare il Signore con perseveranza e implorarlo con fiducia; ad essere misericordiosi ed umili; a osservare la legge del Signore e a fare la sua volontà; ad amare Dio in tutto e soprattutto; a vegliare in attesa del Signore che viene. (Introduzione alla Messa della B.V.M., CEI, 17).

Il Carmelo ha seguito questa scia, proponendo ai suoi membri di diventare come Maria per poter essere stabiliti nell’intimità divina seguendo il suo esempio.

I tre gradi di questa ascesa del Monte Carmelo sono: imitazione, unione, somiglianza con Maria (B. Tito Brandsma. Appunti storici di mistica carmelitana. La bellezza del Carmelo

 

IMPEGNO DI VITA

 

L’ossequio di Cristo e di Maria, come è inteso e vissuto secondo il carisma dell’Ordine, diventa nella Famiglia del Carmelo la realtà a cui i fedeli tendono. Possono contare sull’aiuto e sostegno di tutti i fratelli e sorelle nella comunione dello stesso ideale.

I membri della Famiglia carmelitana vivono in diversi modi il loro impegno: nel deserto, nella vita fraterna, nell’apostolato, sulle strade del mondo, operando per il regno di Cristo con Maria.

Le forme istituzionali, riconosciute ed erette dall’Ordine, contribuiscono a mettere in rilievo il carattere comunitario della famiglia di coloro che, sollecitati dallo Spirito, intendono orientare tutta l’esistenza nel mondo, in unione con Maria, a gloria di Dio.

Così il far parte della fraternità dell’Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e l’assumere come segno di appartenenza lo Scapolare, diventa per i fedeli strumento di vita cristiana con caratteristiche particolari:

– Vivere da fratelli o sorelle di Maria in comunione con il Carmelo, approfondendone lo spirito, vivendone gli ideali e la storia, pregando e collaborando con esso, perché nella fedeltà al proprio carisma e alla propria vocazione, rifletta nel mondo Maria che dona a tutti Gesù.

– Dare a Maria sempre più spazio nella propria esistenza, cercando di vivere nel proprio ambiente la fedeltà a Cristo con lo spirito di Maria:

_ Nella fede che si fa sguardo e preghiera, accoglienza e dialogo con Dio;

_ Nella speranza che si fa disponibilità a Dio;

_ Nella carità che si abbandona alla volontà del Signore per essere vero dono ai fratelli, specialmente ai più piccoli e umili.

– Imitare la “Vergine orante” che custodiva la parola di Dio nel suo cuore (Lc 2,51), dedicando qualche tempo all’incontro con Dio nella preghiera, meditando i misteri della salvezza, partecipando con fede al culto della Chiesa, specialmente all’Eucaristia, recitando ogni giorno qualche Ora Liturgica o alcuni salmi o il santo Rosario. Fare in modo che, nell’attenzione alla presenza del Dio vivo, ogni aspetto della vita diventi orazione e l’orazione vita, nel realismo degli impegni e del lavoro.

– Comunicare il mistero pasquale di Cristo anche per mezzo dell’abnegazione volontaria, vissuta nello spirito del Carmelo guardando a Maria, dall’anima trapassata da una spada (Lc 2,35), che serbò fedelmente la sua unione con il suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui (Lumen Gentium 58).

– Far trasparire l’amore di Dio. La Vergine purissima lascia trasparire, senza alcuna resistenza e opacità, in tutto il suo essere l’amore di Dio che la investe personalmente e l’apre a tutta l’umanità. Così, Ella affascina e attrae i devoti, che custodiscono cuore e sensi, anima e corpo, aperti all’amore di Dio, ricercato e atteso in tutto e al di sopra di tutto. I fedeli si rendono disponibili a ricevere tutta la santità che Dio stesso immette nelle relazioni umane e nell’amore del prossimo, valorizzando il corpo come “luogo” di Dio (1Cor 3,16; 17) e linguaggio d’amore e comunicazione.

– Impegnarsi nelle opere dell’Evangelizzazione. Chi porta lo Scapolare si identifica con la missione del Carmelo: essere nel mondo segno profetico dell’unione con Dio, lavorare per la venuta del regno di Dio, con segni visibili di comunione, riconciliazione, giustizia, cura dei malati, ascolto del grido del povero.

– Favorire nella misura del possibile la comunione fraterna fra i membri della fraternità mediante convegni e riunioni che alimentino e confermino tutte queste finalità proprie. Lo Scapolare è segno dell’amore di Maria, icona della bontà e della misericordia della Santissima Trinità. L’impegno di vita è risposta a quell’amore, ed è frutto delle ricchezze ed energie spirituali riversate nel cuore dei devoti.