Milano: Mensa della carità – Volontariato che non si ferma

Milano: Mensa della carità – Volontariato che non si ferma

Voglio raccontarvi la mia … la nostra Milano non si ferma.
Voglio raccontarvi una breve storia di volontariato che non si ferma.
Tutto è iniziato grazie alla mia carissima amica Annalisa, già volontaria da circa un anno o poco meno, alla mensa dell’Opera messa di Carità di Via Canova a Milano, è lei che il primo Dicembre mi presenta al gruppo di volontari della mensa, ed è subito amore.
La mia prima volta ero emozionata, adrenalinica, mi sono messa subito al lavoro, ho aiutato in cucina tagliato il pane (tagliata un dito), per poi stare in fondo alla mensa a smistare i vassoi a dare indicazioni per chi aveva bisogno del bagno e portare i vassoi a lavare… voi direte che roba è ??E’ questo: stare in mezzo a quegli ospiti speciali donare loro un semplice sorriso (perché altro non ho da offrire) scambiare due parole … mi ha riempito il cuore a tal punto da non vedere l’ora di tornare.
Le mie presenze domenicali si sono susseguite in un crescendo di piacevoli sorprese e non posso non raccontarvi alcuni aneddoti rimasti nel cuore, come quella volta che dopo aver aiutato un amico a mettersi sulle spalle il suo gigantesco zaino mi ha abbracciata talmente forte da farmi mancare il respiro per un attimo, ma forse il respiro mi è mancato per l’emozione inaspettata che mi è entrata dentro nel profondo, grazie.

O di quella volta quando una ragazza mentre stava per andarsene, di soppiatto e a testa bassa mi ha preso la mano per stringermela forte, era il suo modo di dire grazie, mi sono commossa, grazie a te giovane donna.
Oppure di quel ragazzo che chiedendomi se poteva dirmi una cosa, (si perché l’educazione regna) mi disse che ero sempre con il sorriso e gentile. E’ vero quando sono in mezzo a voi sorrido perché è l’unica cosa che posso regalarvi, grazie; sono una persona migliore quando sto con voi.
Per non parlare delle diversità di cultura, di religione e quant’altro che svaniscono si annullano, basti guardare i tavoli con persone così diverse tra loro, sedute una accanto all’altra a confrontarsi a dialogare, cosa che noi persone “omologate” ci siamo dimenticati come si fa.
Poi è arrivato il Corona Virus e con lui la chiusura di tutti i luoghi di aggregazione e di conseguenza della mensa e allora la preoccupazione è arrivata ma con essa anche la volontà di non fermarsi e di continuare ad aiutare coi mezzi dati a disposizione; tutti insieme ci siamo rimboccati le maniche e come in una catena di montaggio ci siamo adoperati per preparare tutti i giorni pranzi al sacco perché la fame non si ferma, la povertà non si ferma, la solitudine non si ferma … e nemmeno noi ci fermiamo coi nostri sorrisi e i nostri pranzi al sacco.
Ogni volta che finisce la giornata non vedo l’ora della volta dopo, vorrei conoscervi uno ad uno, sapere le vostre storie, farle conoscere al mondo intero, ad un mondo ignaro e ad una vita a cui si è dimenticata di sorridervi.
Ho condiviso questi pensieri con i miei figli adolescenti (Rebecca e Mattia) che hanno deciso così di uscire per un attimo dal loro mondo protetto, sicuro e anche (perché no?) un po’ virtuale e di mettersi a disposizione di questa bella comunità, lo hanno fatto con il sorriso e la spontaneità di cui solo gli adolescenti sono capaci e questa nuova esperienza contribuirà sicuramente ad aprire anche le loro menti. E’ più ciò che tutti noi volontari riceviamo di quanto diamo, speriamo di poter anche fare la differenza per i nostri ospiti domenicali.

Questi siamo noi, questi siete voi; Annalisa, Carlo, Domenico, Paolo, Gianna, Giorgio, Fabio, Damina, Ines, Angelo, Mariana Pino Francesco Ettore Marco Stefania e qualche altro migliaio di donne e uomini impegnati nel volontariato.
Questo è la #milanononsiferma
Questi siamo noi #volontariatononsifermamai

Valentina

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