Melegnano: Movimento Carmelitano dello Scapolare

Melegnano: Movimento Carmelitano dello Scapolare

“Immagino sempre la Parrocchia come una comunità che, sotto il grande manto di Maria, cammina dietro a Gesù. Sarà lei a rivelarci i segreti del cuore di Cristo, a dirci cosa attende Gesù da ciascuno di noi, a sostenerci quando ci sentiamo stanchi e fragili ai richiami del mondo”. (Don Giuseppe Pellegatta – 1° parroco della Parrocchia)

Queste poche righe riportate all’inizio del pieghevole che racconta la storia della chiesa di Santa Maria del Carmine a Melegnano, sono state di presagio a quanto vissuto domenica 20 settembre 2020, festa patronale.
Il grande manto di Maria ha fatto molto di più che riunire in festa questa comunità, ha rivelato a questa chiesa alle porte di Milano, ciò che Gesù desidera; ha suscitato tra la gente il desiderio di Carmelo, che è all’origine di questa chiesa.

I frati carmelitani arrivarono infatti a Melegnano nel 1393, stabilendosi nel vecchio ospedale, trasformato in convento e vi rimasero fino al 1771, quando dovettero andarsene per le imposizioni governative austriache.

Destinata a essere sconsacrata e venduta, la chiesa fu affidata alla Parrocchia di S. Giovanni Battista fino al 1965, anno di fondazione della Parrocchia di Santa Maria del Carmine. In essa il Carmelo è ben rappresentato dai suoi santi: non solo sulla sua parte di sinistra, ma anche su uno dei pilastri e in una delle cappelle laterali della chiesa, troviamo le figure dei santi più rappresentativi dei Carmelitani Scalzi, ovvero Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce, nonché Santa Teresa di G.B., oltre al Profeta Elia.

Questo vento carmelitano, venuto da lontano, ha ben ispirato questa gente e come padre Giorgio, Carmelitano Scalzo e Assistente Spirituale dello stesso Movimento Carmelitano dello Scapolare, presente con un suo Gruppo in città, ha detto nell’omelia che ha tenuto durante la S. Messa celebrata per la festività parrocchiale, è speranza di molti che questo possa essere l’inizio di una più ampia diffusione del Carmelo a Melegnano. I punti di riferimento (chi ha vestito lo Scapolare) ormai ci sono, il don (Andrea) presente a tutte le iniziative che hanno portato a questa vestizione c’è, lo spirito dei santi citati non manca di certo per far presa su tutti coloro che credono nell’orazione, ovvero in un rapporto amichevole da intraprendere con Gesù per meglio comprendere il ruolo che dobbiamo avere in questo cammino terreno.

Grazie allora Luisa e Laura, Angela e Piera, perché avete saputo accogliere questo venticello lieve che spirava. Grazie a don Mauro e a don Andrea che credono che lo Scapolare è un dono per tutta la Chiesa. Grazie a padre Giorgio che ha confermato con l’imposizione fatta durante la celebrazione che il Carmelo, con i suoi Santi, è sostegno per tutta la Chiesa.

La cronaca ci dice in sintesi che è stata una celebrazione straordinaria: la chiesa – i cui posti disponibili sono stati interamente occupati dai fedeli – arricchita da composizioni floreali stupende; tre celebranti con due parroci diocesani (don Mauro Colombo, don Andrea Tonon) e padre Giorgio Rossi, carmelitano scalzo, che ha imposto lo scapolare alle persone che ne avevano fatto richiesta e che ha fatto l’omelia illustrando brevemente la spiritualità dello scapolare; un coro che con grande maestria e gioiosità, ha animato, esaltandole, le parti salienti della celebrazione eucaristica; il profumo dell’incenso che inondava e, per gli astanti, si elevava a Dio ringraziandolo, tutto ciò ha concorso a rendere il tutto una grande e bellissima festa.

Il Movimento Carmelitano dello Scapolare trova in tutto questo il suo momento di gioia profonda, perché vede coronato un impegno che in questi anni lo ha portato in questa città a diffondere la spiritualità carmelitana, a sostegno innanzi tutto della chiesa locale, con cui la collaborazione si fa sempre più interessante, grazie anche all’appoggio sempre presente di don Andrea e alla collaborazione importante di don Mauro.
Il Gruppo M.C.S. si trova una volta al mese in questa parrocchia di Melegnano e dopo aver fatto conoscere l’Orazione di S. Teresa di Gesù, che ancora oggi viene sperimentata dai partecipanti come fondamentale possibilità di incontro con Gesù, fa della condivisione fraterna un momento dell’incontro utile all’approfondimento della vita e delle opere carmelitane.

IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE – MELEGNANO 20 settembre 2020

Nel 1393 circa la comunità di Melegnano dona il terreno dell’ex ospedale (fondato nel 1210) ai Carmelitani di Milano. Negli anni successivi all’insediamento dei frati, grazie a numerose donazioni, le proprietà del convento si ampliano. Il convento di Melegnano fin dall’origine fu dedicato alla Madre di Dio. I Carmelitani vi rimangono fino al 1771, anno della soppressione per imposizioni governative austriache.
L’annessa chiesa al convento ha comunque potuto continuare la sua funzione liturgica essendo affidata alla parrocchia di S. Giovanni Battista fino al 1965, anno in cui la chiesa viene eretta a parrocchia con la denominazione “chiesa di S. Maria del Carmine”.
In questa parrocchia, su proposta del parroco che auspica si possa rinverdire tra i fedeli la spiritualità carmelitana che aveva favorito l’erezione di questa chiesa, si tengono mensilmente incontri proposti dal Movimento Carmelitano dello Scapolare.
Alcuni parrocchiani hanno accolto questo l’invito frequentando mensilmente gli incontri e maturando l’idea di rivestire lo scapolare della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.
Il 20 settembre 2020 – festa parrocchiale della Madonna del Carmelo – durante la celebrazione della Santa Messa – quattro persone (Angela Fontana, Laura Giudici, Luisa Mansueto, Piera Daelli) hanno rivestito lo scapolare.
E’ stata una celebrazione straordinaria: la chiesa – i cui posti disponibili sono stati interamente occupati dai fedeli – arricchita da composizioni floreali stupende, tre celebranti con due parroci diocesani (don Mauro Colombo, don Andrea Tonon) e padre Giorgio Rossi (carmelitano scalzo, priore del convento Corpus Domini di Milano) che ha imposto lo scapolare alle persone che ne avevano fatto richiesta e fatto l’omelia illustrando brevemente la spiritualità dello scapolare, un coro che con grande maestria e gioiosità, ha animato, esaltandole, le parti salienti della celebrazione eucaristica, il profumo dell’incenso che inondava e, per gli astanti, si elevava a Dio ringraziandolo, tutto ciò ha concorso a rendere il tutto una grande e bellissima festa.
Un sentito e profondo ringraziamento a quanti si sono adoperati e impegnati per la riuscitissima circostanza. L’auspicio è che anche altri fedeli siano attratti e affascinati dalla spiritualità carmelitana che, con l’imposizione dello scapolare, entrano, a vario titolo, a far parte della Famiglia Carmelitana.

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