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La nostra storia
Il primo Carmelo milanese, fondato nel 1671 da un gruppo di Religiose
del Monastero di Cremona, fu intitolato ai Santi Giuseppe e Teresa; e
vicinissimo com’era alle prime tradizioni della Riforma teresiana, si
sviluppò rapidamente in numero di monache e in santità di vita. Una
vita però troppo breve: nel 1782, in seguito a vari editti
dell’Imperatore Giuseppe II, fu soppresso e le Monache disperse.
Bisognerà giungere al 1925 per rivedere a Milano le Figlie di S.
Teresa. Fu Padre Atanasio Galletti, allora Superiore Provinciale di
Lombardia, a intuire, nella straordinaria vocazione di Donna Angelina
Paternò, il filo misterioso della Provvidenza.
Il 25 settembre 1925, dal Carmelo di Modena partiva il gruppo delle
Fondatrici: Madre Teresa di Gesù e Madre Giovanna della Croce, che
avrebbero posto le fondamenta spirituali del nuovo Carmelo, quattro
Professe e tre Postulanti, tra cui la stessa Donna Angelina. A Milano
si unì a loro la Madre Giuseppa Teresa (da Conturbia) proveniente dal
Carmelo di Firenze.
La dimora che le accolse, l’antica Villa del Restocco, era poverissima:
con molti sacrifici e moltissima gioia vi dimorarono per quattro anni,
mentre in via Marcantonio Colonna si andava costruendo il nuovo
Monastero, dovuto tutto alla generosità dei Coniugi Paternò. Il 16
settembre 1929 la Comunità vi si trasferiva, e il 3 ottobre S. E. il
Card. Schuster vi stabilì la clausura.

Il Tempio, dedicato, come il Monastero, a S. Teresa di G. B., fu
edificato esclusivamente con le elemosine dei fedeli di tutta Italia.
Fu il Card. Tosi a porne la prima pietra il 30 settembre 1925, e il
Card. Schuster lo consacrò il 13 ottobre 1939.
La guerra non lo risparmiò: il 20 ottobre 1944 alcune bombe dirompenti
distrussero un angolo del Monastero e squarciarono il lato sinistro
della Chiesa: ma soprattutto stroncarono la preziosa esistenza del
Cappellano, Don Giuseppe Balmelli.
Ma proprio in quelle ore dolorose si andava maturando il frutto più
bello: la fondazione di un nuovo Carmelo la fondazione di Lodi e, anni
dopo, quello di Crotone.
Le caratteristiche essenziali della nostra vita sono: la preghiera
liturgica e personale, la clausura, la solitudine e il silenzio, la
vita comune, il lavoro. L'amore di Dio e al prossimo ne sono il movente
e il fine, definendo il Carmelo come contemplativo-apostolico.
La nostra vita si svolge a "ritmo di preghiera" dalle 6 alle 23,
alternando la Liturgia delle Ore ai tempi di lavoro, l'orazione (2 ore)
silenziosa davanti al tabernacolo a momenti di vita fraterna, la
letizia delle ricreazioni allo studio e alla formazione.
La clausura non ci impedisce di venire a conoscenza dei grossi problemi
del mondo e della Chiesa universale e locale, problemi che portiamo
davanti a Dio nella preghiera e nell'offerta di tutta la giornata.
Il lavoro manuale, in casa e nell'orto, e quello professionale –
collaborazione a Case editrici trascrizioni ecc., - è compiuto in
spirito di povertà e di solidarietà coi fratelli.
Non abbiamo strutture per accogliere gruppi o singoli per giorni di
ritiro, essendo anche la zona molto disturbata dal movimento della
Città. Città amata, la nostra Milano, nella quale ci sentiamo un po'
come le bibliche sentinelle, che giorno e notte vegliano a sua difesa.
Ma sono anche tante le persone che vengono a pregare nella nostra
Chiesa, a condividere la nostra Eucaristia, a deporre il fardello delle
loro pene, a volte drammatiche, a chiedere una parola di conforto, o
più spesso una preghiera.
Così la vita, il dolore, la speranza del mondo entra nella nostra casa.
È allora che il nostro silenzio diventa il filtro attraverso cui ogni
suono, ogni parola, ogni grido di uomo viene accolto, purificato,
immerso nell'infinità di Dio: diventa preghiera.
E tutto questo appartiene alla vita di Milano, alla sua gente.
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