Home La Parola della Domenica XXXIV domenica del Tempo Ordinario A. - Solennità di Cristo Re
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Pagina 1 di 2 Il Re dell’universo
è il più piccolo
degli uomini
I Lettura Ez 34,11-12.15-17
Così dice il Signore Dio: «Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne
avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si
trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io
passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove
erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Le ritirerò dai
popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro
terra e le farò pascolare sui monti d’Israele, nelle valli e in tutte
le praterie della regione. Le condurrò in ottime pasture e il loro
ovile sarà sui monti alti d’Israele; là riposeranno in un buon ovile e
avranno rigogliosi pascoli sui monti d’Israele.
Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio.
Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella
smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della
grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
A te, mio gregge, dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri».
II Lettura 1 Cor 15, 20-26.28
Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono
morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo
verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo,
così tutti riceveranno la vita in Cristo.
Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi,
alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando
egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni
principato e ogni potestà e potenza.
Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici
sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte,
E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà
sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia
tutto in tutti.
Vangelo Mt 25, 31-46
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio
dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà
sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le
genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le
pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla
sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra:
Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato
per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi
avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero
forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi
avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo
veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo
dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato,
o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in
carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete
fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano
da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i
suoi angeli.
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e
non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo
e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto
affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti
abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto
queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete
fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti
alla vita eterna».
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