Home La Parola della Domenica Solennità dell'Epifania 2010
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I Lettura
Is 60, 1-6
Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del
Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua
gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo
splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti
costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da
lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e
sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché
l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza
delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e
di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le
glorie del Signore.
II Lettura Ef 3,2-3.5-6
Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia
di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto
conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini delle
precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli
e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in
Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo
e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.
Vangelo Mt 2,1-12
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni
Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è
nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo
venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con
lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi
del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il
Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per
mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero
l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele"». Allora Erode, chiamati
segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui
era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e
informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato,
fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi
partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li
precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il
bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati
nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo
adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro,
incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per
un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
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