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Trovarono la pietra rotolata via…
la prima scoperta del giorno di Pasqua è la tomba vuota. Cosa vorrà
dire? se la porta della tomba si è spalancata, il morto dov’è finito?
Infatti le donne, scrive Luca, “si trovano senza via d’uscita…” : letteralmente “erano in aporia” (senza soluzione, senza senso: come una vita… la cui via è nascosta e che Dio da ogni parte ha sbarrato
Gb 3,23). È importante capire cosa Luca vuole mettere in rilievo,
perché questa è la condizione di ogni uomo di fronte al problema della
morte: “non c’è via d’uscita”. Per ogni uomo, è come un anticipo personale dell’angoscia sul senso finale del mondo e della storia in cui viviamo: “…vi
saranno sulla terra angoscia - aporìa! - di popoli senza scampo… e gli
uomini tramortiranno per la paura di quanto incombe sull’universo!”
Lc 21,25. Lo sgomento della tomba vuota non è certo una prova della
risurrezione, non è la fede pasquale… ma è una condizione previa, per
domandarci : cosa è successo? Le donne sono poste di fronte al problema
della sorte … del loro straordinario amico. Straordinario, anche, che
siano proprio le donne (la cui testimonianza non aveva nessun valore
nella cultura e nel diritto giudaico) ad essere testimoni di questa
situazione assolutamente nuova.
Sta nascendo la fede cristiana,
… la fede nella resurrezione di Gesù, il crocifisso! E nasce in modo
debole, fragile, affidata al cuore abbagliato dalla possibilità
impensata che l’amato sia ancora vivo … e sente nascere dentro di sé
uno sbilanciamento, trepidante e incerto ancora, ma ormai avviato a
lasciarsi prendere tutta la vita. La passione e la morte erano visibili
ed evidenti. Ma la resurrezione è fondata su fatti ed esperienze non a
disposizione di tutti, non cogenti, non costrittive. Anzi, riservata ad
un ristretto gruppo misteriosamente privilegiato. La resurrezione si
manifesta, infatti, in base ad una scelta di Dio, non dell’uomo. Non è
l’esito di un ragionamento o di un’autoconvizione. È Dio che chiama i
testimoni “prescelti”… e, secondo un metodo suo proprio,
evidente nei vangeli, sceglie come testimoni proprio quelli che nella
cultura del tempo non possono esserlo, cominciando, appunto, dalle
donne. Perché si tratta di una testimonianza assolutamente nuova – di
una sfera di relazioni nuove…
Ecco subito… “due uomini”: per suffragare e rendere plausibile
la loro testimonianza, come le Scritture e la tradizione volevano! Due
“annunciatori” sfolgoranti, come Gesù nella trasfigurazione, che
ribattono alla domanda di senso sulla tomba vuota: perché cercate il Vivente con i morti?
È la provocazione più caustica, perché denuda la rassegnazione delle
donne alla morte definitiva e irrimediabile di Gesù, che dovrebbe
essere “insieme” a tutti i morti. Ogni illusione umana finisce così… in
questo: “non è qui!” Neanche nella tomba! (Anche Maria di Magdala cadrà in questo equivoco disperato: dimmi dov’è, e andrò a prenderlo!).
Per quanto ci riguarda, presto o tardi anche le tombe si svuotano nella
consunzione di ciò che gli uomini, con dolore e paura, vi hanno posto!
E la terra divora ogni vita (se non vedo il mio Dio, o natura splendente, sei una tomba immensa, per me non sei niente!... scriveva in una poesia S. Teresa di Lisieux).
… è risorto!
Questo è l’incredibile annuncio pasquale, il nucleo portante della
nostra fede! Tanto incredibile e misterioso per noi, come per loro, pur
in qualche modo, testimoni oculari. In questo momento, infatti, le
donne non vedono Gesù risorto. In nessun modo era comprensibile quando
aveva pure più volte predetto, che un morto risuscitasse. Adesso, di
fronte alla tomba vuota intuiscono cosa volesse dire Gesù, proprio
perché gli “annunciatori” li richiamano ai passi essenziali della fede: “ricordate
come vi parlò … quando era ancora in Galilea… che il Figlio dell’uomo
doveva essere consegnato… crocifisso… e risorgere!” – E si ricordarono delle sue parole.
Dunque le donne erano con Gesù, erano testimoni della sua predicazione,
soprattutto della sua preannunciata passione e morte, ma non avevano
capito nulla di quanto riguardava la risurrezione. E corrono subito a
trasmettere questo annuncio ai loro compagni, come vere apostole… Ma
sono accolte come visionarie.
… e non credevano loro
Pietro e gli altri apostoli non si fidano delle donne, ma dovranno
anche loro fare lo stesso cammino che le donne hanno fatto per prime.
La barriera che oscura la fede (l’aporia) è inevitabile e ci sbarra il
cammino che tutti (anche noi!) dobbiamo rifare ad ogni tornante della
vita, dall’incredulità all’affidamento di sé. Lo si fa tornando a Gesù!
Occorre fare memoria (ricordate!?...) della sua vicenda,
considerare la sua storia a partire dalla sua fine (passione, morte e
risurrezione), assumere la chiave di lettura che lui stesso ha usato,
per capire e donare la propria vita, come chiave di lettura anche della
nostra vita, per imparare a fare come lui. Cioè “cogliere” il
significato profondo (il logos di Giovanni) della nostra vita e
della storia del mondo. La risurrezione è l’esito finale di un percorso
che ha segnato a morte la vita di Gesù, come dono di sé. Non si può
separare la risurrezione dalla vita di Gesù e dal suo vangelo. Ecco
perché la fede non può essere l’esito di una dimostrazione
argomentativa o razionale, ma è una questione che coinvolge le radici e
la destinazione dell’esistenza, dove l’uomo cerca, ama e si dona… nel
complesso e trepidante gioco di componenti interiori che fanno “la
libertà” – la fragile libertà umana, chiamata ad incontrarsi con
un’altra libertà… quella di chi ci ha “pre/scelti”, in Gesù – per la
salvezza nostra e di tutti. E in questo approccio, Dio è rispettoso,
timido, paziente e infinitamente misericordioso.
Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret…
Gesù per primo ha giocato questa libertà umana in dialogo fiducioso (e
talora difficile: con forti grida e lacrime!) con suo Padre. Non si è
sottomesso alla paura e alle minacce di morte… ma subendole, senza
tradire la verità e l’amore, le ha vinte. Perciò “Dio lo ha costituito giudice dei vivi e dei morti”… come annuncia Pietro. I Giudei… lo uccisero, appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno
… La resurrezione di Gesù non è la rivitalizzazione di un cadavere, ma
un giudizio sul mondo e sulla morte. Toglie alla morte il pungiglione
che avvelena l’umanità. Il condannato crocifisso con i malfattori è
risorto giudice. È questa la risposta, la sfida di Dio alla imperante
logica umana di morte, paura, oppressione e perdizione - del debole
prima, ma poi di tutti gli uomini. È il capovolgimento addirittura
della creazione - dove tutto è destinato alla consunzione! La nostra
drammatica vicenda umana ci spinge in un tunnel senza uscita:
un’aporia! La risurrezione è davvero incredibile! Ecco perché, secondo
i Vangeli, alla morte di Cristo tutta la creazione ha sussultato: il
sole, il buio, le rocce, il terremoto, i morti nelle tombe, il velo del
tempio, la gente, il centurione e il ladrone … capiscono che sta
succedendo qualcosa di oltreumano. Da allora, fin adesso… “…la
creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di
Dio;… e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù
della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di
Dio” (Rom 8,19ss).
“voi siete morti, infatti, e la vostra vita è nascosta con Cristo, in Dio”!
… il motivo per cui possiamo morire in Cristo è che noi, agli occhi di Dio, siamo già con/resuscitati in lui. “mortificate dunque immoralità, passioni, desideri cattivi… e rivestitevi di tenerezza bontà, umiltà, mansuetudine…”. Questo nostro cammino di morte alla logica mondana e di vita nuova fa parte del FATTO cristiano
– cioè della resurrezione di Gesù. E la Parola ne è l’annuncio - e
l’Eucaristia la dose di veleno quotidiano! Questo paradosso è il seme
esplosivo della nostra risurrezione! cfr, in un contesto più ampio, Rom
8,10ss :”Se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto,
a causa del peccato, ma lo spirito è vita, a causa della
giustificazione. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai
morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti, darà la
vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita
in voi”.
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