|
|
|
Pagina 3 di 4
I Carmelitani Scalzi
Movimenti di riforma dell’Ordine iniziarono già nella seconda metà del secolo XV (Mantova e Albi). È in questo periodo che, sotto il Padre Generale Giovanni Soreth (1394-1471), vennero fondate le Monache Carmelitane.
La riforma che ebbe maggiore sviluppo fu però quella avviata in Spagna da santa Teresa di Gesù : fondando ad Avila nel 1562 il monastero di san Giuseppe. La riforma teresiana, fondata su orazione, zelo apostolico e centralità della vita comunitaria, si estese secondo le intenzioni di Teresa anche al ramo maschile dell’Ordine, grazie all’adesione di san Giovanni della Croce (Duruelo 1568). Non compresa e non accettata da parte dell’Ordine, la riforma dovette chiedere a Roma la separazione giuridica (1593). Da allora esistono due famiglie religiose: i Carmelitani dell’Antica Osservanza (detti anche Calzati) e i Carmelitani Scalzi o Teresiani, ciascuna con Costituzioni e un governo proprio.
Nel 1600, i Carmelitani Scalzi d’Italia venivano eretti da Clemente VIII nella Congregazione di san Elia, che assumeva un marcato carattere missionario, in tutto indipendente dal ramo che invece faceva capo agli Scalzi di Spagna.
Già due anni dopo la morte di santa Teresa (1582), i Carmelitani Scalzi giungevano a Genova per fondare il primo convento dell’Ordine fuori di Spagna; animatore dell’impresa fu p. Nicolò Doria. Da questo convento di Sant’Anna il Carmelo teresiano si diffuse in tutta Europa, mentre negli stessi anni dalla Spagna e dal Portogallo gli Scalzi partivano per fondare in America Latina.
|
|