Carmelitani Scalzi

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Un gruppo composto da 26 pellegrini provenienti dal Santuario del Carmelo di Monza e di Legnano sotto la guida spirituale di Padre Gabriele Mattavelli, la mattina del 16 ottobre 2015, sono partiti per Roma. Desideravano partecipare, domenica 18, alla solenne celebrazione di Canonizzazione dei Coniugi Zelia e Luigi Martin in San Pietro, con Papa Francesco e tutti i vescovi che partecipavano al Sinodo della famiglia.

1Sono stati quattro giorni intensi, durante i quali il gruppo è riuscito ad entrare gradualmente in un clima di disponibilità ed accoglienza che ha permesso ai partecipanti stessi, domenica 18, di vivere un momento intenso di vera grazia divina.

Procediamo però con ordine.

Giunti a Roma e dopo aver riposato presso l'albergo Villa Monte Mario, il giorno seguente i pellegrini sono andati a visitare e conoscere, con l'ausilio di una buona guida turistica, le bellezze artistiche, la Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura. La menzionata Basilica è una delle quattro Basiliche di Roma, la seconda più grande dopo quella di San Pietro. Subito dopo l'ingresso ci s'immette in un bel giardino, circondato da quattro lati da un porticato. Al centro s'innalza una grande statua di San Paolo. I mosaici, ubicati sopra il colonnato della facciata rappresentano - in basso- i quattro profeti dell'Antico Testamento. Al centro, dodici agnelli che si dissetano ai quattro fiumi che sgorgano dal monte Paradiso, che simboleggiano i dodici apostoli con i quattro Vangeli. Nella parte superiore, triangolare, è rappresentato Cristo benedicente posto in mezzo a San Pietro e San Paolo. Dei suoi cinque portali, la Porta centrale che è la più grande, raffigura momenti della vita di San Paolo e San Pietro. È stata creata in bronzo ed adornata da una croce realizzata con la tecnica dell'agemina in argento ed incrostata di lapislazzuli. La porta di destra è divisa in 54 pannelli nei quali sono incise scene di vita di Gesù e dei suoi apostoli. La Porta Santa, invece, illustra, sull'esterno, il tema della Trinità e reca alla base un distico augurale, tradotto dal latino: "A quanti vengono nel santo tempio di Paolo sia concesso il dono della pace e della salvezza eterna". La visita all'interno della Basilica, è stata sorprendente, soprattutto quando i pellegrini si sono trovati dinanzi al sarcofago di San Paolo, l'Arco di Galla Placidia, il Transetto e le Cappelle laterali, il ciborio e l'Abside.

Nel pomeriggio visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove erano state portate le reliquie di Santa Teresa del Bambino Gesù e dei Coniugi Martin, in attesa della Canonizzazione.

2[ Domenica 18, grande giorno per la Chiesa: la Canonizzazione dei Coniugi Zelia e Luigi Martin ]

 

 

Piazza San Pietro, fin dalle prime ore dell'alba era gremita di pellegrini che desideravano partecipare alla Canonizzazione di Don Vincenzo Grossi, dei coniugi Martin e Madre Maria dell'Immacolata Concezione: tutti giunti da diversi angoli dell'Italia, Francia, Spagna e diverse parti del mondo, spinti da un grande motore, la fede.

Tutto si è svolto in Piazza San Pietro, in una mattinata d'autunno, con una temperatura bassa all'alba, ma che poi si è gradualmente elevata durante la celebrazione. Non solo la temperatura esterna ha avuto questa variazione, ma soprattutto quella interna, quella emotiva di ciascuno, quella dell'anima che con il passare delle ore, partecipando ad una celebrazione così di grande interesse, si era ritrovata colmata per la grazia cui era partecipe. La sensazione avvertita era che tutto non si fermasse lì, e che si potesse andare oltre .

Il perimetro della Piazza è vasto (45.000 mq), includendo anche i viali antistanti, si potrebbe calcolare una capienza di circa 224.000 persone, e forse più, e quel giorno tutti i fedeli potevano sentirsi parte integrante di un progetto, come parte integrante di un puzzle. Incredibile la sensazione che ha accompagnato alcuni dei partecipanti, dopo la solenne celebrazione: il senso di appartenenza, il senso di gioia che riempiva il cuore faceva sì che tale piazza, diventasse un piccolo " ritrovo", dove l'immensità della Basilica, il largo piazzale, divenivano un luogo così familiare che persino Papa Francesco - che durante la celebrazione appariva lontano dai fedeli, è divenuto vicino ad ognuno. Le anime dei partecipanti erano in comunione; esse gioivano per quanto stava avvenendo, e se questa gioia vissuta in quel momento è stata così celestiale in terra, allora si può pensare che quel giorno i credenti abbiano assaporato un po' di quella che si vive in Paradiso. Si poteva percepire che realmente tutti siamo parte di un corpo solo. E non è stato poco: tutti uniti sentivano di partecipare ad una grande festa. Papa Francesco girava sulla sua Papa - mobile, e sembrava che ovunque egli girasse, lui fosse sempre lì, vicino ad ogni devoto.

Il giorno seguente, il gruppo di pellegrini - quasi al termine del suo viaggio- come ultimo appuntamento ha partecipato alla solenne Concelebrazione del Vicario del Papa per i nuovi Santi nella Basilica di San Giovanni Laterano. La Basilica era gremita di molti pellegrini provenienti da diverse parti del mondo - forse gli stessi che il giorno precedente avevano presenziato alla cerimonia. Il dono di poter vedere da vicino sia le reliquie dei Coniugi Martin che di Santa Teresa di Gesù Bambino è stata vissuta ancora con maggiore gratitudine, colmata con la presenza dei due miracolati: Carmen Pérez, bambina nata in Spagna e Pietro Schilirò nato a Monza. É stato anche un momento intenso di emozioni e di pensieri che si dissolvevamo quando si osservava i ragazzi con le rispettive famiglie, la loro serenità in volto, la semplicità, la loro disponibilità andava oltre la stanchezza che probabilmente avevano accumulato in questo periodo, soprattutto se si riflette sulla loro giovane età: Pietro ha 13 anni mentre Carmen solo 7. Eppure erano sempre sorridenti comunicando, con la loro espressione, "fierezza".

È tutto finito! Il gruppo si ricompatta e,dopo un ultima "capatina" al ristorante, si parte per casa! Con sé porta l'indelebile esperienza vissuta, che senz'altro ha lasciato un segno nell'intimo di ciascun componente del gruppo.

 

Nelly Irene Zita

Storia dell'Ordine

 

organizzazioneNato sul monte Carmelo nel XII secolo, sviluppatosi in Europa dal XIII secolo, l'Ordine del Carmelo si è caratterizzato per la 'riforma' costante con cui ha intrecciato il suo sviluppo.

La prima, la più radicale forse, quella dei fondatori che da crociati si fecero eremiti. La seconda, non meno traumatica, dei religiosi arrivati in Europa che da eremiti si fecero mendicanti. Tra le altre, comuni nella vita religosa del XV-XVI secolo, quella delle Scalze, iniziatata nella Spagna del siglo de oro da Teresa de Jesù, estesa anche al ramo maschile dell'Ordine, non solo continua ancora oggi ma appella alla riforma continua dei suoi membri, necessaria perché ogni generazione di scalzi sia fondatore per quelli che verranno dopo.

 

Movimenti di riforma dell’Ordine iniziarono già nella seconda metà del secolo XV (Mantova e Albi). È in questo periodo che, sotto il Padre Generale Giovanni Soreth (1394-1471), vennero fondate le Monache Carmelitane.

La riforma che ebbe maggiore sviluppo fu però quella avviata in Spagna da santa Teresa di Gesù: fondando ad Avila nel 1562 il monastero di san Giuseppe. La riforma teresiana, fondata su orazione, zelo apostolico e centralità della vita comunitaria, si estese secondo le intenzioni di Teresa anche al ramo maschile dell’Ordine, grazie all’adesione di san Giovanni della Croce (Duruelo 1568). Non compresa e non accettata da parte dell’Ordine, la riforma dovette chiedere a Roma la separazione giuridica (1593). Da allora esistono due famiglie religiose: i Carmelitani dell’Antica Osservanza (detti anche Calzati) e i Carmelitani Scalzi o Teresiani, ciascuna con Costituzioni e un governo proprio.
Nel 1600, i Carmelitani Scalzi d’Italia venivano eretti da Clemente VIII nella Congregazione di san Elia, che assumeva un marcato carattere missionario, in tutto indipendente dal ramo che invece faceva capo agli Scalzi di Spagna.

Già due anni dopo la morte di santa Teresa (1582), i Carmelitani Scalzi giungevano a Genova per fondare il primo convento dell’Ordine fuori di Spagna; animatore dell’impresa fu p. Nicolò Doria. Da questo convento di Sant’Anna il Carmelo teresiano si diffuse in tutta Europa, mentre negli stessi anni dalla Spagna e dal Portogallo gli Scalzi partivano per fondare in America Latina.

 

Sito della Casa Generalizia del carmelitani Scalzi

http://www.carmelitaniscalzi.com/

http://www.paravosnaci.com/

Discernimento Vocazionale

“Ecco il mistero della mia vocazione, di tutta intera la mia vita e soprattutto il mistero dei privilegi di Gesù per la mia anima... Egli non chiama quelli che ne sono degni, ma quelli che vuole o come dice San Paolo: «Dio usa misericordia con chi vuole, e ha pietà di chi vuole averla. Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che usa misericordia» (Lettera ai Romani, cap. IX, vv. 15-16)”
(Teresa di Gesù Bambino, Storia di un’anima, Ms A, 3)

Un aspetto particolarmente delicato del discernimento si ha in prossimità di scelte fondamentali che condizionano tutto il resto della propria esistenza. Per comprendere quale sia il disegno di Dio sulla nostra vita c’è bisogno di entrare in un processo di ricerca che, nella tradizione cristiana, prende il nome di "discernimento vocazionale".

Durante un cammino di maturazione umana e cristiana ci sono vari elementi che ci aiutano a capire ciò che il Signore vuole dalla nostra vita. Accanto al ritmo della preghiera quotidiana, della vita sacramentale e della direzione spirituale, ci sono anche momenti di ascolto più lunghi e profondi. La nostra comunità di Cassano Valcuvia a tal proposito offre la possibilità di trascorrere un periodo di ritiro il cui tempo viene occupato nella preghiera, nell’approfondimento della nostra spiritualità attraverso la conoscenza dei nostri Santi e dei loro scritti, nella dinamica di vita fraterna propria di ogni comunità.

 

Eremo del Carmelo,

Via dei Crotti, 125
21030 Cassano Valcuvia VARESE
 
Tel: 0332-99 41 52
Fax: 0332-99 41 52
 
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