Carmelitani Scalzi

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1 Foto panoramica senza dida allinizio FILEminimizer

 

 

«Carissimi fratelli e sorelle, Padri, Monache, Ordine Secolare, Movimento dello Scapolare del Carmelo piemontese-lombardo-emiliano e… camerunese!!! Pace e salute nel Signore Risorto». Questo l’incipit del Diario di bordo con il quale il nostro P. Antonio a reso partecipi le comunità sparse per la Provincia dei lavori che si svolgevano a Cassano Valcuvia e che hanno portato all’elezione del nuovo Provinciale e del suo Consiglio, prima. E poi alla trattazione di alcuni dei temi emergenti riguardanti noi e il nostro futuro immediato.

3 Padre Adalberto Piovani dei Benedettini di Dumenza e il Provinciale uscente P. Attilio assieme a P. Domenico e agli altri Capitolari a pranzo durante il ritiro FILEminimizer

 

Il Capitolo è iniziato il mattino del 24 aprile con la concelebrazione eucaristica presso la Cappella dell’Eremo del Carmelo a Cassano Valcuvia. «I 17 padri capitolari dopo la celebrazione eucaristica, nel pomeriggio, si sono trovati nell’aula capitolare dove Padre Adalberto Piovani, dei Benedettini di Dumenza (Va) ha tenuto due incontri sulla figura del Profeta Elia dal titolo: Elia un profeta in crisi.

Cocludendo ha voluto riprendere l’mmagine l’immagine della sentinella del testo di Isaia. «A coloro che gli domandavano a che punto preciso era il corso della notte, quanto mancava al mattino, la sentinella non aveva dato una risposta precisa: aveva piuttosto richiamato a comprender ed accogliere e il senso del mattino e il senso della notte, perché la giornata dell’uomo è fatta di luce e di tenebre. La sentinella è disposta a dare questa parola a chi gliela chiede: “Se volete domandare, domandate”. E poi tutto è rimandato alla scelta personale, alla conversione.

Potrebbe essere questo il senso di ciò che ho tentato di dire. Sono parole che nascono da una fatica di scrutare il mattino e la notte della nostra storia, collocati in un luogo particolare che è la vita religiosa, in particolare quella forma tipica che è il monachesimo. Sono solo parole, non progetti dettagliati; evocano cammini di conversione, ma che ciascuno poi è chiamato ad intraprendere e nel giorno e nella notte. Non hanno la pretesa della infallibilità: ognuno è libero di accoglierle o di rifiutarle…. ”se volete domandare, domandate”. Se a noi religiosi non vengono rivolte queste domande, non dobbiamo preoccuparci. Ma non dobbiamo per questo abbandonare il posto di sentinella. ‘E lì, e non altrove (come condottiero o combattente) che troviamo la gioia della nostra vita. Credo che solo rimanendo così possiamo raggiungere il cuore della nostra vita.

Penso che ognuna di queste parole per esser vera, deve essere detta nella umiltà di chi sa di condividere, con questa Chiesa, con questa umanità, le fatiche e le fragilità che segnano il nostro cammino di discepoli di Cristo. Uno dei misteri maggiormente sacri alla tradizione monastica è la Trasfigurazione del Signore. Questo sublime momento in cui il Signore Gesù manifesta la sua gloria è un momento di sintesi – la presenza di Mosè ed Elia – e di apertura verso il nuovo esodo. Un esodo che è nuovo per la sua assoluta e definitiva provvisorietà, ben significata dal rifiuto di Gesù di acconsentire alla proposta di Pietro di erigere tre tende (la tentazione dell’agire dell’uomo!). Penso che la vita religiosa in quanto sequela di Cristo ed esperienza emblematica di spiritualità come pienezza di umanità nell’icona del volto trasfigurato di Cristo, non è altro che memoria continua di una cammino sempre povero e nella cui provvisorietà – non immune da momenti di scoraggiamento e di lotta interiore – il Risorto si può fare compagno di strada per ‘aprire la mente’ alla intelligenza del ‘cuore’ dell’uomo, della storia, di Dio (cfr. Lc 24)».

 

 

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Il momento culminante di quei giorni sono stati naturalmente l’elezione del nuovo Provinciale e del suo Consiglio: Il 28 aprile alle ore 17: 20 al quarto scrutino risulta eletto Padre Fra Fausto Lincio. È il nostro 117esimo Provinciale. I padri capitolari si recano nella cappella per la professione di fede del neo eletto indi dopo il canto del Te Deum offrono l’abbraccio di fraterna obbedienza. Il 1 maggio il Capitolo ha eletto i membri del Consiglio Provinciale, che aiuteranno P. Fausto nel governo della Provincia.

Tra i vari momenti che hanno segnato il Capitolo 2017 scegliamo la mattina che ha visto «la presenza del Consiglio dell’Associazione Regina Pacis della nostra Provincia religiosa: Presidente Madre Paola (Monastero di Ferrara), suor Laura (Monastero di Sassuolo), Suor Maria Grazia (Monastero di Bologna), suor Giovanna (Monastero di Legnano) non ha potuto partecipare suor Maria Giovanna (Monastero di Monselice).

7 La delegazione delle Monache e i Capitolari foto di gruppo FILEminimizer

 

 

Da diversi Capitoli ormai, è programmata la presenza delle Monache almeno per una mezza giornata con l’intento di favorire uno scambio ed approfondire una vera conoscenza, ma soprattutto per far crescere il senso dell’appartenenza al comune carisma teresiano … La loro presenza, oltre a portare una nota di allegria risveglia in tutti la bellezza di questa condivisione carismatica. …

Lasciamo alle foto parlare per il resto.

8 Labbraccio fraterno con cui dopo il canto del Te Deum i padri prestano obbedienzaal nuovo Provinciale FILEminimizer

 

L'abbraccio fraterno con cui, dopo il canto del Te Deum, i padri prestano obbedienzaal nuovo Provinciale. Qui vediamo P. Domenico Delegato della Missione in Cameroun e P. Paolo, Priore di Cassano e responsabile del Centro Carmelitano Vocazioni.

 

14 Enza la capo cuoca al Capitolo e P. Attilio in cucina FILEminimizer

 

Enza, la capo-cuoca al Capitolo e P. Attilio, il Provinciale uscente, in cucina.

 

 

6 Padre Davide Capano segretario coadiuvato da Padre Walter LeopizziI al lavoro FILEminimizer

 

Padre Davide Capano, segretario, coadiuvato da Padre Walter LeopizziI al lavoro!

 

10 P. Edoardo Mancini P. Walter Leopizzi e P. François animatori liturgici FILEminimizer

 

P. Edoardo Mancini, P. Walter Leopizzi e P.  François  animatori liturgici.

 

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Il nuovo Provinciale e il suo Consiglio. Da sinistra: P. fr. Renato, P. fr. Renzo, P. fr. Giorgio e P. fr. Attilio.

 

9 Primo a destra P. Fausto Provinciale a seguire P. Domenico P. Ennio P. Renato e P. Gabriele FILEminimizer

 

Primo a destra Fausto, Provinciale; a seguire Domenico, Ennio, Renato e Gabriele.

 

2 Tutti i partecipanti al Capitolo FILEminimizer

 

Foto di gruppo. Tutti i partecipanti al Capitolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Giovanni della Croce è stato tra i protagonisti di un Concerto per coro, pianoforte ed archi tenutosi la sera di venerdì 31 marzo nella chiesa di San Maurizio a Ghiffa: Lux in tenbris, la notte luminosa dell’anima. Di sfondo all’evento è stata scelta un’immagine del fotografo Tammam Azzam che abbina il celebre «Bacio» di Klimt a case bombardate in Siria a rendere il contrasto tra luce e tenebre, il bene e il male, il bello e ciò che lo deturpa. Il coro San Leonardo di Pallanza, la pianista Ester Snider e gli archi del Keman Kuartet, diretti da Stefano Bertuol, (originario di Ghiffa) hanno eseguito tre pezzi cantati e uno suonato. Due opposti per significato: “Dark Night of The Soul” e “Luminous Night of the Soul” di Ola Gjeilo. E poi “Spiegel im Spiegel” di Arvo Pärt a cui si è aggiunto l’Ubi Caritas di Gjeilo. Durante il pezzo di Pärt alcuni bambini della Parrocchia hanno portato candele o stole dorate alle coriste, che fino a quel momento erano vestite di nero. Metafora del cambiamento, di una ritrovata luce. Tra le coriste, una “firma” della nostra rivista, Vera Cardoletti, che non ha perso l’occasione per offrire agli amici del coro e al suo direttore, nei giorni che hanno preceduto l’esecuzione, una spiegazione del significato della “Notte Oscura” di Giovanni della Croce. Lo ha fatto dopo essersi preparata bene e con semplicità, manifestando tutta la sua sollecitudine per la diffusione delle parole e dell’esempio dei Nostri. Perciò, grazie Vera! Ah, quella sera c’ero anch’io e un giovane amico del Carmelo.

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Domenica 12 marzo la Comunità OCDS di Parma si è data appuntamento presso le suore “Figlie della Croce” a Traversetolo (PR) per la giornata di Ritiro Comunitario. 

Il tema scelto è stato “LA LOTTA SPIRITUALE NELLA REGOLA CARMELITANA”; relatore l’amico Marzio Ardovini delle Fraternità Laiche Domenicane. Hanno voluto essere presenti un fratello e due sorelle della Comunità OCDS di Bologna e quattro simpatizzanti del gruppo di Spiritualità Carmelitana provenienti da Reggio Emilia.

L’Eucaristica, celebrata subito dopo Lodi e presieduta dal P. Renzo Bertoli ocd del convento di Parma, ci ha permesso di articolare meglio i vari momenti della giornata, alternando ai momenti di ascolto/meditazione, momenti di preghiera, riflessione, condivisione e l’agape fraterna (rigorosamente al sacco) del mezzogiorno.

Le suore “Figlie della Croce” hanno animato con alcuni canti la celebrazione Eucaristica mentre alle 14.00 ci siamo ritrovati in chiesa per un’ora di Adorazione Eucaristica, seguita dalla seconda conferenza, dal Vespro e dall’immancabile foto di gruppo nel cortile interno.

 

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Una sorella della Comunità di Bologna ha così commentato la giornata: “…è stata una giornata ricca di doni spirituali e di vera fraternità, che ci sprona a continuare il cammino, anche coi nostri limiti. La famiglia ocds va oltre Bologna e questi incontri ci aiutano a capire che non siamo soli e rafforzano i nostri vincoli.  …ha scelto un relatore così coinvolgente che il tempo è volato…”.

Queste parole, per noi della Comunità di Parma, sono state una vera sorpresa e uno stimolo a continuare il cammino intrapreso con i “Ritiri in giornata”, per la crescita nostra e di tutti coloro che li vogliono fare insieme a noi.

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il Consiglio di Comunità di Parma

 

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Tra il 10 e il 12 di marzo si è svolto qualcosa di speciale: un gruppo di una cinquantina di giovani ticinesi (di cui facevo parte) si sono incontrati, insieme a Mons. Vescovo Valerio Lazzeri (della Diocesi di Lugano), per un weekend di ritiro spirituale. Il luogo scelto è stato l'Eremo del Carmelo a Cassano Valcuvia, un luogo immerso nella natura, ideale per trovare un po' di tempo per sé e la propria spiritualità, dove siamo stati travolti dall'accoglienza e dal servizio della comunità di Carmelitani (e dei loro collaboratori) che vi vive. Il ritiro è stato incentrato sul Capitolo 13 del Vangelo di Matteo, che è stato snocciolato durante l'intero weekend, con un accento particolare sul come essere cristiani oggi, sul come sviluppare la nostra fede anche autonomamente giorno per giorno, dato che non sempre si ha la possibilità di essere seguiti.

Personalmente un punto che mi ha dato modo di riflettere è stato il motivo per cui Gesù nel Vangelo si esprime sempre in parabole e non in regole dirette e sterili. Questo è perché ci considera interlocutori intelligenti e vuole valorizzarci dandoci la libertà di interpretare il messaggio che lui con queste parabole ci vuole trasmettere.

Quindi nel quotidiano come cristiani siamo chiamati ad interpretare, approfondire e essere testimoni viventi della Parola di Dio, senza dare nulla per scontato, infatti se già per la scienza si va fondamentalmente dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, tanto più parlando di Dio il concetto di infinito si fa ancora più grande, e come possiamo noi, esseri finiti, pretendere di capire veramente tutto anche solo di una piccola parte di quell'infinito? Questo ci invita ad approfondire, a ricercare, ad andare appunto in profondità, oltre la superficie della Parola, verso quell'infinito, nella coscienza che mai lo si raggiungerà, perché se qualcosa si crede di averla capita a fondo significa solo che non si è guardato abbastanza bene.

Amos Malorgio

 

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“Ascoltino gli umili e si rallegrino” (Salmo 33)

Momenti di riflessione, lavoro a gruppi, preghiera e anche di meditazione e silenzio hanno permesso di approfondire la conoscenza della Parola di Dio e della nostra fede, in modo particolare di sviluppare la propensione all’ascolto. L’ascolto di una presenza viva accanto a noi è ciò che ci permette di scavare nella nostra interiorità, e di estrarne i desideri più veri e più profondi :

“Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.” (Mt 13, 52)

È la gioia di scoprire la bellezza e la libertà della fede, che ci colma di felicità e speranza.

Nell’ottica di Dio

Don Valerio ha sottolineato l’originalità e la bontà del coinvolgimento di Dio per noi oggi, questo Dio che opera in maniera discreta ma determinante nei nostri cuori. Gesù ci spalanca all’immensità dell’orizzonte del Suo Amore per noi, fonte inesauribile dalla forza inestinguibile, dono prezioso da custodire e condividere. L’accento è posto soprattutto sulle caratteristiche essenziali della vita cristiana, che sono la concretezza e la semplicità, due chiavi di lettura veramente illuminanti per trovarne fecondità, pienezza e compimento.

Sale della terra

C’è un lavoro di coltivazione che dobbiamo lasciare crescere dentro di noi, e a cui possiamo contribuire affidandoci a Lui, che sempre ci parla e ci accompagna, e delicatamente ci plasma. Bisogna prendersi del tempo, e un istante è importante quanto un seme che porterà frutto, per dare spazio al soffio dello Spirito dentro di noi.

Il sapore dell’eternità

La dimensione del tempo inserisce la vicenda umana nella durata infinita della storia divina, dalla Creazione alla fine dei tempi, rappresentata dalla mietitura, attraverso la Resurrezione di Cristo. La Scrittura ci rivela la beatitudine dell’anima che si dà a un riposo rigenerante, principio di vita eterna :

“Gustate e vedete quanto è buono il Signore ;

beato l'uomo che in lui si rifugia.” (Salmo 33)

 

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“Brilla, o sol di verità” (Salmo svizzero)

Sono dunque scaturiti elementi essenziali per un cammino cristiano alla ricerca di Dio e del senso da dare alla vita. È un cammino da percorrere e da costruire, che ci porta a scoprire l’unicità delle vie e delle scelte, e che trova la sua meta in una vera libertà e nella verità più profonda, rischiarata dalla luce divina che splende su noi :

Ho cercato il Signore e mi ha risposto

e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,

non saranno confusi i vostri volti. (Salmo 33)

Alessandro Ratti

 

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I Padri Carmelitani Scalzi della Provincia austriaca offrono la possibilità di prepararsi alla prossima Pasqua distribuendo materiale digitale durante la Quaresima a tutti coloro che si iscriveranno, gratuitamente, a questi "esercizi spirituali online". Il materiale, spedito settimanalmente tramite posta elettronica, comprenderà meditazioni sui vangeli delle domeniche di Quaresima e testi di S. Elisabetta della Trinità, monaca carmelitana di recente canonizzata. Per iscriversi basta compilare il formulario a questa pagina.

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