Carmelitani Scalzi

sito ufficiale della Provincia di S. Carlo Borromeo

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Domenica 12 marzo la Comunità OCDS di Parma si è data appuntamento presso le suore “Figlie della Croce” a Traversetolo (PR) per la giornata di Ritiro Comunitario. 

Il tema scelto è stato “LA LOTTA SPIRITUALE NELLA REGOLA CARMELITANA”; relatore l’amico Marzio Ardovini delle Fraternità Laiche Domenicane. Hanno voluto essere presenti un fratello e due sorelle della Comunità OCDS di Bologna e quattro simpatizzanti del gruppo di Spiritualità Carmelitana provenienti da Reggio Emilia.

L’Eucaristica, celebrata subito dopo Lodi e presieduta dal P. Renzo Bertoli ocd del convento di Parma, ci ha permesso di articolare meglio i vari momenti della giornata, alternando ai momenti di ascolto/meditazione, momenti di preghiera, riflessione, condivisione e l’agape fraterna (rigorosamente al sacco) del mezzogiorno.

Le suore “Figlie della Croce” hanno animato con alcuni canti la celebrazione Eucaristica mentre alle 14.00 ci siamo ritrovati in chiesa per un’ora di Adorazione Eucaristica, seguita dalla seconda conferenza, dal Vespro e dall’immancabile foto di gruppo nel cortile interno.

 

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Una sorella della Comunità di Bologna ha così commentato la giornata: “…è stata una giornata ricca di doni spirituali e di vera fraternità, che ci sprona a continuare il cammino, anche coi nostri limiti. La famiglia ocds va oltre Bologna e questi incontri ci aiutano a capire che non siamo soli e rafforzano i nostri vincoli.  …ha scelto un relatore così coinvolgente che il tempo è volato…”.

Queste parole, per noi della Comunità di Parma, sono state una vera sorpresa e uno stimolo a continuare il cammino intrapreso con i “Ritiri in giornata”, per la crescita nostra e di tutti coloro che li vogliono fare insieme a noi.

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il Consiglio di Comunità di Parma

 

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Tra il 10 e il 12 di marzo si è svolto qualcosa di speciale: un gruppo di una cinquantina di giovani ticinesi (di cui facevo parte) si sono incontrati, insieme a Mons. Vescovo Valerio Lazzeri (della Diocesi di Lugano), per un weekend di ritiro spirituale. Il luogo scelto è stato l'Eremo del Carmelo a Cassano Valcuvia, un luogo immerso nella natura, ideale per trovare un po' di tempo per sé e la propria spiritualità, dove siamo stati travolti dall'accoglienza e dal servizio della comunità di Carmelitani (e dei loro collaboratori) che vi vive. Il ritiro è stato incentrato sul Capitolo 13 del Vangelo di Matteo, che è stato snocciolato durante l'intero weekend, con un accento particolare sul come essere cristiani oggi, sul come sviluppare la nostra fede anche autonomamente giorno per giorno, dato che non sempre si ha la possibilità di essere seguiti.

Personalmente un punto che mi ha dato modo di riflettere è stato il motivo per cui Gesù nel Vangelo si esprime sempre in parabole e non in regole dirette e sterili. Questo è perché ci considera interlocutori intelligenti e vuole valorizzarci dandoci la libertà di interpretare il messaggio che lui con queste parabole ci vuole trasmettere.

Quindi nel quotidiano come cristiani siamo chiamati ad interpretare, approfondire e essere testimoni viventi della Parola di Dio, senza dare nulla per scontato, infatti se già per la scienza si va fondamentalmente dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, tanto più parlando di Dio il concetto di infinito si fa ancora più grande, e come possiamo noi, esseri finiti, pretendere di capire veramente tutto anche solo di una piccola parte di quell'infinito? Questo ci invita ad approfondire, a ricercare, ad andare appunto in profondità, oltre la superficie della Parola, verso quell'infinito, nella coscienza che mai lo si raggiungerà, perché se qualcosa si crede di averla capita a fondo significa solo che non si è guardato abbastanza bene.

Amos Malorgio

 

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“Ascoltino gli umili e si rallegrino” (Salmo 33)

Momenti di riflessione, lavoro a gruppi, preghiera e anche di meditazione e silenzio hanno permesso di approfondire la conoscenza della Parola di Dio e della nostra fede, in modo particolare di sviluppare la propensione all’ascolto. L’ascolto di una presenza viva accanto a noi è ciò che ci permette di scavare nella nostra interiorità, e di estrarne i desideri più veri e più profondi :

“Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.” (Mt 13, 52)

È la gioia di scoprire la bellezza e la libertà della fede, che ci colma di felicità e speranza.

Nell’ottica di Dio

Don Valerio ha sottolineato l’originalità e la bontà del coinvolgimento di Dio per noi oggi, questo Dio che opera in maniera discreta ma determinante nei nostri cuori. Gesù ci spalanca all’immensità dell’orizzonte del Suo Amore per noi, fonte inesauribile dalla forza inestinguibile, dono prezioso da custodire e condividere. L’accento è posto soprattutto sulle caratteristiche essenziali della vita cristiana, che sono la concretezza e la semplicità, due chiavi di lettura veramente illuminanti per trovarne fecondità, pienezza e compimento.

Sale della terra

C’è un lavoro di coltivazione che dobbiamo lasciare crescere dentro di noi, e a cui possiamo contribuire affidandoci a Lui, che sempre ci parla e ci accompagna, e delicatamente ci plasma. Bisogna prendersi del tempo, e un istante è importante quanto un seme che porterà frutto, per dare spazio al soffio dello Spirito dentro di noi.

Il sapore dell’eternità

La dimensione del tempo inserisce la vicenda umana nella durata infinita della storia divina, dalla Creazione alla fine dei tempi, rappresentata dalla mietitura, attraverso la Resurrezione di Cristo. La Scrittura ci rivela la beatitudine dell’anima che si dà a un riposo rigenerante, principio di vita eterna :

“Gustate e vedete quanto è buono il Signore ;

beato l'uomo che in lui si rifugia.” (Salmo 33)

 

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“Brilla, o sol di verità” (Salmo svizzero)

Sono dunque scaturiti elementi essenziali per un cammino cristiano alla ricerca di Dio e del senso da dare alla vita. È un cammino da percorrere e da costruire, che ci porta a scoprire l’unicità delle vie e delle scelte, e che trova la sua meta in una vera libertà e nella verità più profonda, rischiarata dalla luce divina che splende su noi :

Ho cercato il Signore e mi ha risposto

e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,

non saranno confusi i vostri volti. (Salmo 33)

Alessandro Ratti

 

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I Padri Carmelitani Scalzi della Provincia austriaca offrono la possibilità di prepararsi alla prossima Pasqua distribuendo materiale digitale durante la Quaresima a tutti coloro che si iscriveranno, gratuitamente, a questi "esercizi spirituali online". Il materiale, spedito settimanalmente tramite posta elettronica, comprenderà meditazioni sui vangeli delle domeniche di Quaresima e testi di S. Elisabetta della Trinità, monaca carmelitana di recente canonizzata. Per iscriversi basta compilare il formulario a questa pagina.

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             Il nuovo Dizionario di Santa Teresa  (a cura delle Edizioni OCD dei Padri Carmelitani Scalzi) si inserisce come strumento utilissimo di studio e di approfondimento della sua dottrina ed esperienza. Teresa d’Avila ha conosciuto i limiti e le debolezze dell’umanità, le contraddizioni e i rischi del cammino spirituale, le profondità del proprio “castello interiore”, abitato e illuminato dalla presenza divina, i vertici della vita mistica, la concretezza e la fatica del quotidiano. Ha vissuto con una profonda lacerazione interiore gli eventi della riforma protestante e della divisione della Chiesa, come pure due modi contrapposti di vivere la vocazione claustrale: alla ricerca di se stessi e del mondo, oppure in un cammino ascetico e mistico di ricerca di Dio.  

            Parole quali gioia, amico, carità, clausura, comunità, sponsalità, dialogo, distacco, bellezza, umiltà, umanità di Cristo, teologia mistica, preghiera, sequela, simbolismo, verità, devono essere comprese nel loro significato più autentico e contestualizzate soprattutto attraverso una lettura intertestuale degli scritti teresiani, che favorisca la percezione del vissuto che vi è nascosto e rivelato allo stesso tempo. A questo scopo vuole contribuire il Dizionario, che riprende e in qualche caso arricchisce la sezione tematica dell’originale spagnolo[1]. Hanno coadiuvato il curatore in questa titanica impresa altri grandi esperti dell’universo teresiano (citiamo tra gli altri: A. Álvarez Suárez, F. Malax, C. García, G. Castro, M. Herráiz, J. Castellano Cervera, S. Ros García, E. Llamas).

Nella distribuzione dei numerosi contributi è stato rispettato l’ordine alfabetico dei temi trattati. In genere, in fondo alle singole voci si trova una bibliografia minima di introduzione o di approfondimento del tema. Pur attenendosi all’essenziale della corrispondente sezione spagnola, riportando cioè gli autori e le opere più degni di nota, si è preferito integrare, correggere e aggiornare la bibliografia, sia per rendere un servizio migliore al lettore italiano, sia per tener conto degli studi e delle pubblicazioni più recenti.

            Si intende favorire la possibilità di rendere più accessibile anche a livello extra-accademico l’approfondimento del messaggio di Teresa d’Avila. Si auspica che mediante quest’operazione culturale, nelle biblioteche come nei centri di studio teologico, nei conventi come nei monasteri, nei movimenti religiosi come nelle parrocchie, il lettore che voglia conoscere Teresa possa incontrare il suo volto autentico, la sua mistica cristologica e trinitaria, come pure la sua profonda umanità, il suo senso ecclesiale, il suo desiderio di solitudine, evitando gli estremi opposti di un tecnicismo di nicchia e di un’agiografia devozionale, o – ancor peggio – devozionistica. Non è più tempo di trascinare con sé schemi logori e di rinchiudere il suo cammino di preghiera entro un confine troppo stretto. Santa Teresa invita a nutrire grandi desideri, a immaginare le cose della vita interiore con grande respiro e libertà di spirito, ad amare la sacra umanità di Cristo, a fissare lo sguardo su di Lui, a procedere nel cammino di ogni giorno con fiducia, costanza e una “determinazione molto determinata”.

L’itinerario mistico di Teresa è la storia di un rapporto d’amore maturato in lei, non solo capace di amare e di farsi voler bene, ma assetata d’amore. È questo il fondamento della sua preghiera, conosciuta storicamente come orazione mentale, ma che forse corrisponde meglio a quella che oggi chiamiamo preghiera contemplativa oppure preghiera del cuore. Teresa sa, infatti, che pregare non consiste nel pensare molto, ma nell’amare molto, e soprattutto nel lasciarsi amare.

 


[1]T. ÁLVAREZ, ed.,  Diccionario de Santa Teresa, II edizione, Monte Carmelo, Burgos 2006.

 

 

 

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Giorni intensi quelli vissuti dal 3 al 7 gennaio all’eremo di Cassano Valcuvia: cinque giorni di studio e vita insieme accolti dai frati carmelitani. 

Eravamo circa in quaranta, tutti studenti dell’Università degli Studi di Milano, fra biologi e chimici, informatici e geologi. Eravamo li insieme per aderire alla proposta che ci viene fatta ogni anno di vivere dei giorni dedicati allo studio personale o di gruppo, in vista degli esami.

 

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Potevamo viverla come una semplice full-immersion di studio per recuperare tutto quello non fatto durante il periodo di feste natalizie (un classico degli studenti universitari) ma non è stato così: ciò che l’ha resa più interessante è stata la sfida della convivenza. Infatti, quello che rimane impresso negli occhi e nel cuore è il ricordo di ognuno di noi che si è messo a servizio degli altri in modo libero e gratuito per rendere belli quei giorni insieme. Ognuno come poteva: chi si è implicato fino in fondo nella preparazione delle serate di canti, ascolti e giochi, rimanendo sveglio fino tardi la sera, e chi non ha mai mancato un turno a sparecchiare i tavoli o di lavori in cucina (coordinati da Padre Atanasio, espertissimo nel caricamento lavastoviglie). Sono stati giorni in cui più che mai era chiaro il fatto di essere una comunità di amici viva e unita pur nella diversità di ognuno di noi. È come ci ha detto Padre Paolo: “così si costruisce la Chiesa!”.
Siamo stati tutti particolarmente colpiti dall’omelia della festa dell’Epifania perché Padre Davide, dicendo che “l’Epifania ci riporta al momento in cui l’uomo porta il tesoro della propria umanità a Gesù bambino”, ha richiamato proprio al modo di vivere che abbiamo visto in quei giorni. Ognuno di noi era lì a offrire tutto se stesso, le proprie fatiche e i propri desideri per un’affezione a una comunità che è in Cristo… che bello cominciare l’anno così! 

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Siamo tornati a casa contenti e desiderosi di portare nelle nostre famiglie, ai nostri compagni di corso, ai nostri amici la bellezza incontrata a Cassano. Speriamo vivamente che questa amicizia tra di noi e con i padri, possa continuare e fiorire durante tutto l’anno.

 

Marta

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