Carmelitani Scalzi

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Il 04 giugno Solennità di Pentecoste presso il Santuario della Divina Maternità di Concesa (Trezzo D’Adda) Lucia Teresa Delli Ponti ha emesso la Promessa Definitiva nell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi della Comunità di Concesa. La liturgia presieduta dal P. Provinciale Fausto Lincio hanno concelebrato Don Emmanuel Santoro figlio di Lucia Teresa e P. Pio Janes Priore del Santuario. In questa solennità tutta la Comunità OCDS di Concesa ha rinnovato la Promessa.

Ascoltando le parole del celebrante Lucia Teresa dice che si è sentita amata da Dio e immessa in un grande abbraccio che ha confermato in lei la vocazione. Quanto il P. ha posto la cappa sulle sue spalle segno di protezione di Maria Santissima e le ha detto “ben venuta!” ha avuto la conferma  e la gioia di essere accolta nell’Ordine Carmelitano Secolare per tutta la vita.  Loda e ringrazia il Signore per il dono della chiamata.

La giornata si è conclusa con un momento di festa tra la  Comunità OCDS, amici e parenti.

Grazie Maria Regina e decoro del Carmelo.

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Saint Erics La Cattedrale Cattolica di Stoccolma FILEminimizer

 

 

Il 21 maggio scorso, durante l’allocuzione che accompagna la recita del “Regina Coeli” in Piazza San Pietro, papa Francesco ha annunciato che il 28 giugno verrà celebrato un Concistoro per la nomina di cinque nuovi Cardinali, tra cui Mons. Lars Anders Arborelius, OCD, Vescovo di Stoccolma dal 1998.

Mons. Arborelius è nato a Sorengo, Svizzera, il 24 settembre 1949, in seno a una famiglia luterana non praticante. Dopo il divorzio dei genitori, si trasferì con la madre a Lund, Svezia, acquisendo la nazionalità di quel Paese.

Convertito al cattolicesimo all’età di vent’anni, la lettura di santa Teresa di Gesù Bambino lo ha spinto a entrare nel nostro Ordine, nella Provincia delle Fiandre. Arborelius dice anche della sua conversione: “Sono stato battezzato e cresciuto nella Chiesa luterana, ma non sono mai stato molto attivo. Fin da bimbo ho avuto tanti contatti con la Chiesa cattolica e ne sentivo l’attrazione in tutti i sensi, per cui il passaggio non è stato così radicale”.

Arborelius ha svolto i suoi studi a Bruges (Belgio) e presso il Teresianum di Roma. Nominato Vescovo nel 1998 da san Giovanni Paolo II, è stato consacrato nel medesimo anno.

A partire dal 29 giugno, data in cui sarà creato Cardinale, diventerà uno dei consiglieri più prossimi di papa Francesco, chiamato a sostenerne il servizio come Vescovo di Roma e Pastore universale della Chiesa, così come a servire la comunione ecclesiale ed essere un gioioso messaggero del Vangelo, come lo stesso Francesco ha ricordato nel corso della sua allocuzione.

Arborelius e Francesco

 

È importante che l’Europa del nord, che è poco conosciuta nel mondo cattolico, adesso abbia una particolare presenza nella Chiesa universale”. Mai nella storia, nemmeno nel Medioevo, queste nazioni hanno avuto un cardinale. Mons. Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma, intervistato dal Sir, racconta le emozioni di questi giorni e dichiara di aver ricevuto la notizia senza alcun preavviso: “È stata una sorpresa. Un sacerdote ha trovato la notizia su internet e mi ha mostrato anche il video di quando il Papa ha pronunciato il mio nome e la nomina. All’inizio non ci credevo che fosse vero, ma quando ho capito che era la verità sono stato colpito e ho sentito la mia incapacità e la mia piccolezza davanti a un compito così grande, ma allo stesso tempo gratitudine perché il Papa ha voluto rinforzare la nostra Chiesa locale, così come quella del Mali e del Laos. Il Santo Padre ha una preferenza per la periferia anche nella Chiesa”. Come cambierà il suo modo di essere vescovo? “Non so esattamente. La vita qui in Svezia sarà la stessa, il lavoro rimane. Forse riceveremo più attenzione dall’opinione pubblica perché c’è un cardinale”.

Il nuovo Cardinale ritiene che i cattolici debbano recuperare “la fierezza di appartenere alla Chiesa”. Anche graze a lui la Chiesa Cattolica, decisamente minoritaria in quel paese, è tuttavia in crescita, nonostante la secolarizzazione.

Non ce ne stupiamo tenendo conto di alcuni aspetti del suo pensiero: “a volte i cattolici si mostrano troppo timidi” ai fini di una testimonianza. “Devono animarsi per questo, ordinariamente”, aggiunse.

Arborelius è convinto che gli insegnamenti circa “la dignità della vita umana” e “il valore dell’essere umano come immagine di Dio” promossi dalla Chiesa siano assolutamente neccessari al mondo contemporaneo spesso votato ai “consumi”.

E ha condiviso “l’impegno persistente di Giovanni Paolo II in difesa della vita umana, dal suo concepimento alla morte naturale. E si è speso per “l’unità di tutti gli uomini di buona volontà, di tutte le religioni, e in favore della pace e della giustizia”, come il medesimo pontefice aveva fatto .

Secondo lui “il cattolicesimo si rivitalizzerà in Europa attraverso nel segno della spiritualità. Tramite la presa di coscienza da parte dei cristiani di avere in se stessi, per il Battesimo, la vita stessa di Dio. La vita quotidiana è un atto di servizio e adorazione”.

Al medesimo tempo si rende necessario un “ritorno ai valori della famiglia”. Di fronte “al protagonismo individualita attuale gli uomini sono alla ricerca di relazioni autentiche e di comunione”.

“I padri devono tornare ad essere responsabili della propria capacità di trasmettere e testimoniare la fede. Lo Stato, di fronte a questo, deve mantenersi neutrale.

Il Vescovo Arborelius nel 2015 FILEminimizer

 

Le partecipanti al Ritiro insieme con Attilio nel salone del refettorio dellEremo

 

 

Venerdì 26 maggio ore 17,00 ci siamo ritrovate in una trentina provenienti sia dalla nostra comunità pastorale che dai paesi limitrofi e persino dal Canton Ticino, per condividere l’esperienza del ritiro, che quest’anno è arrivato alla decima edizione.

Il relatore Padre Attilio Vigano OCD ci ha illustrato nel corso degli incontri, che si sono tenuti nelle tre giornate, la figura di dieci donne dell’Antico Testamento e nove del Nuovo testamento. Si trattava infatti di prendere coscienza insieme dell’importanza delle figure femminili nella Bibbia.

Un tema che ci ha affascinato per la diversità, il coraggio, la fedeltà e l’operosità di queste donne sconosciute alla maggioranza di noi perché non citate nella liturgia classica, soprattutto quelle dell’Antico Testamento.

Alcune di queste, seppur vissute in epoche lontane da noi, rispecchiavano nella loro vita la realtà odierna, tanto da farci pensare che la Bibbia fosse stata scritta ai giorni nostri.

La bravura di Padre Attilio è stata quella di esporre un tema non facile in modo chiaro e semplice e di immediata comprensione per tutte.

Oltre agli incontri come di consueto ci sono stati momenti di preghiera comunitaria e personale.

Sabato sera ci è stata proposta la visione del film “Se Dio vuole” apprezzato da tutte noi.

Momenti di gioviale condivisione, simpatia e conoscenza reciproca hanno fatto di questo ritiro delle giornate indimenticabili.

La condivisione finale ha evidenziato che, pur nella diversità ognuna di noi portava dentro di sé una risonanza, e un aiuto ad essere testimoni del messaggio ricevuto.

Ci siamo salutate con la speranza di ritrovarci ancora insieme per condividere l’esperienza appagante, che consigliamo veramente a tutte.

Un ringraziamento a tutta la comunità dell’Eremo, che ha sopportato pazientemente l’inevitabile chiacchiericcio che sanno fare trenta donne riunite, dimostrando come sempre il loro grande spirito di accoglienza.

                                                                                                                                       Carla e Marilena

Allingresso della chiesa dellEremo

 

Nei primi giorni di Giugno io ed altri 30 ragazzi di diverse scuole di Varese siamo venuti all'eremo dei Carmelitani Scalzi per prepararci insieme alla maturità. Sono stati giorni di convivenza sia nello studio che nel servire o lavare durante i pranzi. Ognuno aveva da fare il suo lavoro, la preparazione o il ripasso di un intero anno, obbligato a star davanti ai libri per giornate intere: di certo la stanchezza si è fatta sentire e la testa a fine giornata era fusa! Eppure, nonostante la fatica o forse proprio per mezzo della fatica stessa, mi sono più accorta di quanto fosse bello studiare insieme ad altri che vedevo solo alzando lo sguardo per scambiarsi un sorriso. Si studiava, si ripeteva, si ascoltava l'altro in un rapporto semplice e più vero nell'affrontare questi ultimi giorni prima dell'esame di stato. Siamo stati aiutati e accompagnati anche da professori e universitari, anche essi fondamentali sia per star concentrati allo studio che per confrontarsi sulle scelte che prenderemo su università e futuro. Anche gli incontri che abbiamo fatto sono sempre stati un modo di studiare e guardare alla lezione per riscoprirne la bellezza e la portata che spesso a scuola si vede poco. E quanto è più fruttuoso vivere e studiare davanti ad una vista bella! Bisogna dire che l'eremo è proprio un bel posto! E nel clima di convivenza si era liberi, come a casa, nel stare insieme tra di noi, nel girare per le stanze e le aule a cercare un sostegno allo studio e anche nel rapporto con i frati. È stato particolarmente bello per me trovarmi a lavare dopo pranzo insieme a due di loro e ad alcuni amici: ci hanno insegnato le loro tattiche per pulire bene in tempi efficienti, a come usare la splendida lavastoviglie e ad essere attenti alla bellezza dell'ordine e della pulizia. Di certo tornati a casa ne abbiamo da imparare!

                                                                                                                                              Giulia Villa

 

Esterno foto insieme

Scatto di gruppo

 

 

Anche quest’anno, l’AGD- Associazione giovani con diabete di Tradate, ha chiesto ospitalità ai Carmelitani Scalzi, nei giorni 20 e 21 maggio, presso l’Eremo di Cassano Valcuvia.  Un fine settimana, che ormai da diversi anni, prevede il “ritiro” di circa una quindicina di famiglie iscritte all’associazione, per affrontare un percorso condiviso di genitori e figli, sotto la guida di psicologi, personale sanitario e volontari. Il panorama mozzafiato (splendida la vista della vetrata nel refettorio), il silenzio e la pace dell’Eremo e del suo contesto, danno subito pace e giovamento alle nostre anime cittadine, troppo spesso in affanno a causa dello stress, di problemi e preoccupazioni del quotidiano.  Qui, ci si affaccia al fondo valle, si respira profondamente e ci si ritrova avvolti da un’immediata serenità, che ben predispone ognuno al cammino di riflessione e condivisione che le famiglie dedicano in questi due giorni.

Ricreazione FILEminimizer

 

 

Si parla di diabete.

I ragazzi fra i 10 e i 16 anni con fratelli e sorelle, raccontano delle loro esperienze, delle loro emozioni, delle loro frustrazioni, della loro stanchezza, ma  anche del loro entusiasmo, della loro voglia di normalità, della certezza che questa patologia non cambierà e non fermerà  i loro progetti, la voglia di vita e la loro ricerca di felicità. Si alternano momenti di dialogo e confronto,  alle passeggiate nei dintorni dell’Eremo, invogliate da un clima di piena primavera, al gioco condiviso e guidato dai nostri psicologi e volontari per essere anche questo un momento di crescita.

Si festeggia un compleanno FILEminimizer

 

 

I genitori fanno cerchio, nella sala grande dell’Eremo, dove domina uno splendido soffitto con travi a vista. Dalle finestre il sole entra deciso fin dalla prima mattina, quasi a ricordarci la bellezza di ciò che ci circonda, la bellezza della natura, la bellezza della vita. Si, la vita di una “famiglia con diabete” è diversa. La nostra quotidianità è un po’ più faticosa, impegnativa,  troppo spesso preoccupata. Con il pensiero, inevitabile,  rivolto alla gestione di insulina, alimentazione e attività. Perché la nostra normalità e il benessere dei nostri figli dobbiamo conquistarcelo ogni giorno, niente c’è di più dato per scontato. Molta serenità ci viene tolta. Ecco perché, fare due giorni all’Eremo. Per confrontarci, per imparare dal vissuto di altri con più esperienza, per chiedere aiuto, per non sentirsi soli, per vedere nei volti di altri genitori, quello sguardo e quel sorriso che saranno la certezza, nei momenti di sconforto,  di ritrovata serenità e di vita felice per tutti, nonostante il diabete. Due giorni intensi. Si “lavora” sulla resilienza, la capacità di affrontare gli tsunami dell’esistenza, di resistere all’impatto, di adattarsi alla nuova realtà che si apre davanti a noi quando le acque che ci stavano per inghiottire si ritirano e noi ne usciamo migliorati. Anche per genitori ci sono le passeggiate  dell’Eremo, il cuore si fa subito più leggero e si cammina insieme tra chiacchiere e risate. I momenti del pranzo e della cena, condivisi con  i padri che ci ospitano,  riempiono il refettorio di voci allegre  di figli e genitori che si sentono in famiglia. I sorrisi e la disponibilità di Padre Paolo, Padre Edoardo, Padre Davide e Padre Atanasio ci fanno sentire come a casa.  La notte trascorsa nel silenzio dell’Eremo, ci regala un cielo stellato che ci impedisce di chiudere le finestre nelle nostre stanze. Partiamo in una domenica di sole, dopo la Santa Messa, la “chiusura dei lavori” per le famiglie e il pranzo, dove si festeggia anche il compleanno di uno dei nostri ragazzi, perché è bello condividere una gioia con le persone con cui stai bene. Grazie all’Eremo per averci ospitato. Torniamo nelle nostre case con tanta ricchezza in più e la certezza di aver trovato un rifugio sicuro per le nostre anime e i nostri cuori, da poter chiamare casa.

                                                                                                    Luana Alessia Dell’Acqua Reggiani

 

Il pranzo FILEminimizer

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