Carmelitani Scalzi

sito ufficiale della Provincia di S. Carlo Borromeo

Chi sono loro dellOCDS

 

Domenica 9 settembre a Milano presso la chiesa dei Carmelitani Scalzi del Corpus Domini, in occasione della presentazione del nuovo iter formativo, si è tenuto un incontro rivolto in modo particolare ai formatori e ai formandi delle comunità OCDS della Provincia Lombarda. Titolo dell’incontro: La formazione: fondamento della vocazione del Carmelitano Secolare. Relatore: Angelo Berna (comunità OCDS di Monza). Nel pomeriggio Cristina Bonazzi (comunità OCDS di Monza) ha simulato un incontro di formazione applicando le indicazioni contenute nel nuovo iter formativo ed evidenziando come strutturare l’incontro nelle sue fasi e nei suoi tempi. La giornata ha avuto una notevole adesione di partecipanti provenienti soprattutto dalle comunità di Milano, Bologna, Torino, Monza, Concesa, Lodi, Piacenza, Parma e Lugano. Il cammino verso una piena consapevolezza della vocazione carmelitana secolare e delle sue esigenze formative prosegue.

Insieme davanti alla grata con la Priora di Bologna alle spalle

 

Giugno ore dieci, un sabato rovente che precorre l’estate. II sole splende alto nel cielo terso; alcuni fratelli e sorelle attendono, premurosamente, nei pressi della portineria del monastero delle Carmelitane scalze, dove abitualmente la COMUNITA' secolare si riunisce, chi, accaldato sotto la canicola, percorre gli ultimi metri del vialetto, inondato da un intenso e delizioso profumo di gelsomini. L’arrivo di Lidia, nostra maestra di formazione e responsabile della Comunità, in compagnia di Annunciata, consorella della Comunità di Lodi, è accolta con entusiasmo grande. La prima giornata comunitaria, aperta a tutti I simpatizzanti e amici del Carmelo teresiano, si è svolta secondo lo spirito della nostra Santa Madre Teresa di Gesù in un clima di fraterna amicizia. Orazione, Formazione, Condivisione, Pranzo frugale e gioiosa ricreazione hanno scandito questa prima, straordinaria Festa della Comunità.

Davanti a un buon pasto

 

Molto apprezzato è stato l’incontro con Madre M. Elisa, priora del monastero, che ha trattato con chiarezza e vivacità il tema della Regola dei Carmelitani scalzi, formulata da S. Alberto di Gerusalemme nel XIII secolo compiendo un illuminante excursus storico. Infatti, la Regola, nonostante la veneranda età e la Riforma attuata da S. Teresa d'Avila, quasi tre secoli dopo, non ha perso affatto il suo "appeal", rivelandosi quanto mai attuale nel nostro tempo, in cui «il mondo è in fiamme», tutto appare fuori controllo, proprio come allora. Inoltre, per la sua semplicità è praticabile tanto da religiosi quanto da laici, poiché essa coniuga la Contemplazione nell’ Azione. Meditare la PAROLA, giorno e notte, perseverare nell' ORAZIONE Silenziosa, sono i cardini portanti del CARMELO. Solo dall’ orazione, intesa come rapporto personale d’amicizia con Colui che per primo ci ha amati e cercati, chiamandoci per nome al Carmelo, scaturiscono le Opere che LUI vuole compiere tramite noi, umili e inutili strumenti, per realizzare il suo disegno d' amore e di pace. Senza di LUI non possiamo fare nulla. La giornata è, poi, proseguita con la celebrazione di Sesta e la condivisione del pranzo. In questa seconda parte si è unito a noi, Alberto, un fratello della Comunità di Parma, fresco di promessa definitiva nell' OCDS. Attorno alla bella tavola, imbandita da cibi gustosi e bevande ristoratrici, spiccavano accanto alle nostre solite, vecchie facce, facce nuove e giovani, su tutti splendeva raggiante il sorriso di Lidia. II cuore di ciascuno ha esultato in un "MAGNIFICAT”. In un'atmosfera festosa e commovente, la nostra Lidia, che in questi tre anni ci ha formato con fermezza e amorevolezza, trasmettendoci in particolare il senso dell'essere COMUNITA', si è congedata (per ora...) da noi. Grazie al Padre Provinciale, a tutti i padri, alle monache, sempre disponibili, che non ci hanno lasciati soli. Grazie a Lidia per aver percorso tanti chilometri con tenace volontà e gioia, come fece S. Teresa nel suo tempo, pur di non farci mancare la formazione e alla paziente disponibilità della sua famiglia, che ha permesso che ciò avvenisse. Carissima maestra "gnucca", ricorderemo ogni tua parola e la tua incessante supplica: «ORAZIONE! ORAZIONE! LIMILTA’», affinché la COMUNITA' possa crescere in fraternità e pace e tutti possano esclamare: «Guarda, come si vogliono bene!». Infine, la giornata, a tutti gli effetti, assai calorosa, si è conclusa con la liturgia dei Vespri e un ulteriore, piccolo, graditissimo rinfresco, offerto dalla squisita, operosa ospitalità delle nostre care monache; poi...gli ultimi, commossi saluti. Qualcuno si è attardato ancora un poco nel giardino, mentre il sole, rosso di rabbia, si avviava pigramente al tramonto. «SIGNORE, resta con noi, si fa sera!».

Comunità OCDS di Bologna

Foto di gruppo FILEminimizer

 

Le Missionarie Catechiste di santa Terea hanno scelto il nostro Eremo di Santa Maria del Carmelo di Cassano Valcuvia per l’annuale corso di Esercizi che quest’anno è stato incentrato sul tema della vita del loro Fondatore: il Servo di Dio, Mons. Alfredo Maria Obviar. Il Corso si è svolto dal 9 al 16 luglio, Sollennità della Madonna del Carmelo.

Alfredo Maria Obviar Era un sacerdote dell’Arcidiocesi di Lipa, Filippine, diventato Vescovo ausiliare dell’omonima Arcidiocesi e successivamente Pastore della Diocesi di Lucena, dove ha fondato l’Istituto in parola nel 1958. Mons. Obviar era fortemente Mariano e la fondazione di MCST è stata ispirata dal suo amore all’evangelizzazione e alla catechesi nutrita della sua devozione alla Madonna del Carmelo e a Santa Teresina del Bambino Gesù.

Alcune di loro pranzando a casa FILEminimizer

 

Per precisare un pó il tema, si è pensato di svolgere una riflessione su come sono stati vissuti i misteri del Santo Rosario e la devozione allo Scapolare del Carmelo nella vita di Mons. Obviar. Lo scopo era di invitare le sue figlie spirituali ad imitarne gli esempi per essere fedeli alle intenzioni e al carisma di Mons. Obviar.

L’Istituto MCST ha scelto il Rev. Ericson Tio, un sacedote dell’Arcidiocesi di Lipa, per guidare i loro esercizi spirituali. Il Rev. Tio ha preso come fonti la Bibbia, il Catechismo della Chiesa Cattolica, la Costituzione e Direttorio di MCST, e una biografia di Mons. Obviar pubblicata recentemente col titolo “Alfredo Aranda Obviar, Bishop from Lipa, Shepherd in Lucena”, scritto dall’Em.mo Gaudencio Cardinale Rosales, già Arcivescovo di Lipa ed Arcivescovo emerito di Manila.

Le suore

alcuni istanti prima della Messa FILEminimizer

 

[Per chi volesse approfondirne la conoscenza esiste una pagina facebook dell’Istituto in italiano: https://www.facebook.com/mcstsisters/ ]

Tutti insieme FILEminimizer

 

 

 

Si è svolto al nostro Eremo di Cassano Valcuvia dal 26 al 30 Luglio 2016 il Corso di Esercizi Spirituali per le comunità dell’Ordine Secolare Carmelitano della Provincia di San Carlo. Gli Esercizi sono stati dati da p. Bruno Moriconi, ocd, sul tema: “ALLA FONTE DI ELIA – LA REGOLA E IL CARMELO SECOLARE OGGI”.

«Per cercare Dio c’è bisogno di un cuore nudo e forte libero da tutti i mali e anche da tutti i beni che puramente non sono Dio. Il vero ostacolo non sta nei desideri o nelle paure, ma il fermarsi, il deviare, l’attaccarsi alle ricchezze, ai beni che offre il mondo. Dice Giovanni nel Cantico Spirituale (cap. 3 str 3 n 5, pag. 526): “ Non riporrò il mio cuore nelle ricchezze e nei beni che offre il mondo, né accetterò i piaceri della carne né mi fermerò nei gusti e nelle consolazioni dello spirito per non trattenermi dal cercare il mio Amore per i monti delle virtù e per le rive dei travagli e delle fatiche”. Non solo i beni terreni e i piaceri corporali impediscono e ostacolano il cammino verso Dio, ma anche le consolazioni, i conforti e i piaceri spirituali, se posseduti e cercati con spirito di attaccamento, impediscono il cammino della Croce di Cristo Sposo. Per questa ragione chi vuol progredire non deve attardarsi a cogliere questi fiori; neanche questi fiori . Chi cerca soddisfazione nella preghiera è attaccato. Chiara dice: “ non siamo chiamati a distaccarci da qualche cosa, ma a colmarci di qualche cosa di più grande – l’Amore “.

A tavola FILEminimizer

 

Se uno è veramente innamorato non si perde in tanti amori, si perde in tanti amori quando non è innamorato di nessuno. Le cose della vita sono simili a quelle dello spirito. “Non coglierò i fiori e non temerò le fiere“ .Ci sono i desideri da non far prevalere e poi ci sono le paure degli animali feroci. Le fiere sono le minacce che mirano a paralizzare. Ci sono fiere esteriori e altre più interiori e spirituali. Ci sono anche due antidoti poderosi che sono la fede (sforziamoci di vivere la fede!) e l’Amore. Tuttavia, scrive Giovanni sempre nello stesso capitolo, l’anima profondamente innamorata che stima il suo Amato più di ogni altra cosa ,fidandosi del suo amore e del suo favore, non teme di dire: “non temerò le fiere ma oltrepasserò forti e frontiere”. E’ necessaria la luce, una luce paradossale perché si tratta della luce della fede oscura. S. Giovanni della Croce parla di questa fiducia: “Coraggio, non avere paura di nulla,né delle fiere ....” La fede è oscura perché non ha bisogno delle sicurezze razionali e si trova in un momento del viaggio spirituale della vita, nel quale la persona non si lascia più guidare dalla luce dell’intelletto, ma dalla luce della fede. Quella luce con la quale è possibile (ed ecco il paradosso) camminare nell’oscurità con sicurezza. Questa è la fede, questo è l’abbandono . Una fede che è luce proprio perché è oscura. La fede, se è oscura, lo è precisamente perché si è lasciato libero l‘intelletto. Non si ragiona più. Fede oscura equivale a fiducia cieca. Questa è la chiave È l’unica che può liberarci dalle nostre paure e darci la concreta libertà. Nessuna sicurezza è più potente che l’abbandono fiducioso nelle mani di Dio, come bene lo esprime Edith Stein in “Essere finito ed essere eterno“ dove scrive: “so di essere sostenuta e qui sta la mia tranquillità e sicurezza, non la sicurezza consapevole dell’ uomo che sta su un terreno sicuro con le proprie forze, ma la dolce e beata sicurezza del bambino sorretto dalle braccia forti della madre, che in pratica è una sicurezza non meno ragionevole. Sarebbe forse ragionevole che il bambino vivesse costantemente nella paura che la mammalo lasciasse cadere “? Per arrivare a questa sicurezza, a questa fiducia in Dio, bisogna chiederla come aiuto . Quella Fiducia che è entrata dentro di noi e che sostiene la nostra vita. Il vero garante della libertà lo possiamo trovare attraverso l’esperienza umana, è il legame d’amore. Tutto è grazia, ma non si deve dimenticare l’importanza dello sforzo umano. Tutti sappiamo che in un certo senso la vita dello spirito è grazia, però comporta un compito (come l’allenamento nello sport).Così deve accadere nel cammino dello spirito. San Giovanni della Croce dice: “cerca sempre di inclinarti verso Cristo, di ritornare a Cristo”. E ripetere -come dice Chiara Lubich - che è Lui l’unico nostro bene. Per liberarti dagli amori o per purificarli cerca un amore più grande e migliore. ( 1 Salita 14 ). […]

“In un modo strano superai mille voli con un volo solo, perché la speranza del cielo raggiunge tanto quanto spera. Sperai solo questo lancio e sperando questo non mi sbagliai, arrivai così tanto in alto che ebbi quello che cercai”. La luce per noi è cercare , desiderare quello che abbiamo solamente intuito come nostro bene».

A teatro FILEminimizer

 

Era uno stralcio dagli interventi di P. Bruno. [per prendere visione dell’intero corso vistate il sito http://ocdsditalia.blogspot.it/] Le foto ritraggono alcuni momenti vissuti insieme in quei giorni.

Cerca

Accesso Utenti

Iscrizione newsletter