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Sommario
Padre Maurizio di Gesù Bambino
Chi è Padre Maurizio?
Perché un Diario
Brani scelti

Padre  Maurizio di Gesù Bambino 

"L'ostrica perlacea"
Splendida testimonianza di un Carmelitano doc
( A cura di P. Filippo Bettati )

Negli ultimi tempi sono state diverse e molto interessanti le testimonianze date e raccontate, autobiograficamente, quasi come un diario, da persone anche illustri e già note, portate inesorabilmente a confrontarsi con la loro morte ad opera del solito maligno tumore che tanta strage di persone giovani e anziane opera indiscriminatamente. C'è chi reagisce nello sconforto o anche nella disperazione; c'è chi recupera a poco a poco la rassegnazione e la pace; ma c'è chi, essendo provvisto dell' "olio di riserva", accende una lampada che fa splendida luce a sé e a chi gli sta intorno. Tra costoro bisogna annoverare senz'altro P. Maurizio Vigani, per come la sua figura emerge dalle pagine di un libro che giustamente sta ottenendo un largo successo, pur essendo stato stampato da un casa editrice anonima, senza appoggio di pubblicità.

P. Maurizio Vigani, L'OSTRICA PERLACEA. Diario di una malattia. Mimep-Docete - Padri Carmelitani, 1998, pp. 558.

Questo libro, segnalato con un'ottima recensione anche da "Civiltà Cattolica", giustamente è stato definito: "lectio divina" di una malattia.

"…Ho scritto per dare voce a tanti fratelli che gemono nel silenzio, quasi soffocati dal dolore, e che, comunque, non saprebbero mai ridire ciò che è passato in loro… (Premessa)

Un tempo, che sento tanto lontano, anche se recentissimo, tenevo conferenze sulla struttura kenotica di ogni dono che viene dall'alto…, ma le mie carni erano intatte. Ora, Gesù, mi hai tolto le parole di bocca e me le hai conficcate nelle carni". (28-8-96)


P. Maurizio ha dato voce alla rielaborazione misteriosa di una sofferenza indicibile, con le tenere e appassionate parole dei mistici e le disumane amare parole degli uomini lucidi.

Un linguaggio raffinato, ma inusuale, talora accurato e quasi puntiglioso, talora abbandonato alla passione interiore, in dialogo diretto e incessante con il suo Signore Gesù, come mai avremmo immaginato che avesse in cuore, neanche quando gli eravamo vicini… Dove avrà imparato, se non in Teresa di Gesù, sua Madre, una confidenza talmente abituale ed ardita, che ogni riflessione od occasione, ad ogni pagina, sfocia in preghiera?

Questo terribile "dono del suo 25° di sacerdozio", come lui dice, il mesotelioma che in diciotto mesi lo porterà alla fine, gli ha eroso la carne e scavato tanto le caverne del cuore, da contenervi ormai, come sue, tutte le risonanze umane:

"prego tutto il giorno e non prego mai, …brucio di desiderio e ho il cuore spento, …anelo alla patria celeste e cammino come un pellegrino senza meta, spero senza posa e tutto pare esasperarsi, credo e nessun credito fa cenno ad una risposta: eppure c'è un silenzio in me che pare un velo arcano e soavissimo, luogo segreto e fecondo di echi teneri e indimenticabili".

Invece che ripiegarsi su di sé, si vede nascere dentro una solidarietà trepida e struggente per gli uomini, fratelli sofferenti, pure essi condannati a morte dal male, perché la loro esistenza è ormai inestricabile dalla sua:

"C'è oramai un'osmosi tra me e loro… per cui mi risulta intuitivamente ovvio consentire al dolore altrui di scavare in me tutte le ferite possibili per lasciare loro godere la gioia e la bellezza… Così, Dio mio, divento padre e madre di tanti figli tribolati.. Sono un veterano della chemio, anch'io con loro siedo al comune banchetto del dolore e della debolezza. Non voglio dissociarmi da loro. Li vedo così bisognosi di te che perfino il loro grido di dolore pare essere espressone di fede, seppure disarticolata e urlata".


Nel catalogo delle pubblicazioni sono disponibili i seguenti volumi sulla vita e gli scritti di P. Maurizio: