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Sommario
Padre Maurizio di Gesù Bambino
Chi è Padre Maurizio?
Perché un Diario
Brani scelti

Chi è Padre Maurizio Vigani?

P. Maurizio (Vigani Edoardo) nacque a Cesano Maderno (MI) l'8 ottobre 1935. Il 15 ottobre successivo, quando tutto il Carmelo celebrava la solennità di S. Teresa di Avila, viene battezzato nella parrocchia di S. Stefano.

Il papà Emilio, originario di Villongo San Filastro (BG), faceva di professione il carrettiere. Un uomo segnato da grosse ferite. Infatti due precedenti matrimoni si erano conclusi tragicamente e rapidamente con la scomparsa delle mogli. E così il 1° dicembre del 1930 si risposò con Barbara Massardi, nata a Steg, nel Cantone Vallese della Svizzera. La mamma era figlia di emigranti originari di Brescia, giunti in Svizzera in cerca di lavoro.

L'infanzia si svolge all'insegna della povertà dignitosa come la troviamo in tante famiglie dell'epoca. Nulla di particolare: un focolare con le tante difficoltà tipiche del nostro tempo. Il dolore e la sofferenza, Edoardo le ha incontrate molto presto nella sua vita. Così a seguito di diverse traversie familiari, tra le quali la morte prematura del papà in un incidente, Edoardo viene messo in collegio presso l'Istituto Palazzolo di Torre Boldone (BG), dove il 29 aprile 1943 è ammesso alla Prima Comunione. Il 12 aprile 1945 ricevette il sacramento della Cresima da Mons. Bernareggi. Trasferitosi poi, nel giugno del 1949, all'Istituto San Giuseppe a Seregno annesso all'Abbazia degli Olivetani, consegue il diploma di IIIa Avviamento Professionale.

Si iscrive all'Accademia Militare distinguendosi subito per le sue capacità. Edoardo però era turbato dalle istruzioni militari, che nei dettagli spiegavano come usare le armi per uccidere il nemico, e, disgustato, abbandonò questa strada. Diventato in seguito tipografo militò per un certo tempo in difesa dei diritti dei lavoratori. Intanto maturava progressivamente il desiderio di donarsi totalmente al Signore.

Nel 1960 entrò come postulante al Carmelo di Concesa, Trezzo d'Adda (MI) della Provincia religiosa dei Padri carmelitani di Lombardia e il 26 settembre viene ammesso alla vita religiosa.

Insieme ad altri compagni inizia il Postulandato. Trovò il Carmelo il vero luogo della sua vita e lo amò intensamente fin da principio. Finalmente, a conclusione di un Postulandato durato circa due anni, il 23 settembre 1962 ricevette l'abito del Carmelo, col nome di fra Maurizio di Gesù Bambino.

Al termine del Noviziato, il 29 settembre 1963, emise la Professione semplice. Terminati gli studi di Scuola superiore nel nostro Studentato di Piacenza, il 1° ottobre 1967, festa di S. Teresa di Gesù Bambino, si consacrò definitivamente al Signore con la Professione solenne a Concesa. Completò gli studi teologici a Brescia presso il Convento di S. Pietro in Castello, dove il 12 giugno 1971 venne ordinato sacerdote per l'imposizione delle mani di Mons. Morstabilini, vescovo di Brescia. Andò a Roma, dove ottenne la licenza in teologia e conseguì una specializzazione in Mariologia al Marianum.

Al suo ritorno in Provincia svolse numerosi incarichi: Superiore e Maestro degli Studenti a Torino e a Misobolo (TO) negli anni 1975-78. Dopo una sosta al Monte Carmelo, che gli fu sufficiente per innamorarsene intensamente, fu chiamato a Monza come Maestro dei novizi e dei postulanti negli anni 1881-87. In questo periodo viene nominato Consigliere provinciale, svolse a Monza un apostolato molto intenso e coinvolgente, carico di profonda spiritualità, che egli sapeva esprimere con una parola fluida e accattivante. Molti lo ricordano ancora, laici, istituti religiosi, fraternità dell'Ordine secolare.

A conclusione della Visita generale ottiene di ritornare in Israele, dove giunge il 30 giugno 1989, conventuale nel nostro piccolo conventino-eremo di El-Muhraha sulla parte più interna del promontorio del Monte Carmelo, il luogo biblico della storica contesa del profeta Elia con i sacerdoti di Baal. Sono anni per lui di "musica silente e solitudine sonora", con un'attenzione apostolica verso le nostre Monache di Haifa, l'accoglienza dei pellegrini, silenzio preghiera e ritiro che tanto l'attiravano, da apparirne alla volte perfino geloso.

Verso la metà del 1996 gli venne diagnosticata una rara forma di tumore. Ne seppe il nome il giorno del 25° del suo sacerdozio: mesotelioma, dono augurale.. Dopo aver tentato alcune cure in Israele, gli è consigliato di rientrare in Italia per cure più appropriate al S. Raffaele di Milano, dove tuttavia non riescono a far altro che a prolungargli la vita di alcuni mesi. Appena un po’ migliorato, chiede di ritornare in Palestina e qui, dopo un po’ di tempo, riaggravatosi, se ne va al cielo la notte del 14 dicembre 1997, festa di S. Giovanni della Croce.


Abbiamo una testimonianza:

"È doveroso sottolineare lo straordinario atteggiamento di Padre Maurizio tenuto durante questi mesi della sua passione in ospedale: sempre calmo e tranquillo, sereno, nonostante il male che lo divorava con lancinanti dolori. Mai un lamento. Rifiuto dichiarato della morfina per una accettazione cosciente del dolore da unire a quello redentore di Cristo, "per la Chiesa, per le vocazioni e per la Pace"…

E un'altra: "P. Maurizio aveva il dono del sorriso. Era sempre sorridente, anche nei giorni di particolare sofferenza fisica o morale e sotto l'effetto delle devastanti terapie. Il suo sorriso era costante e luminoso, non era una maschera indossata, ma l'espressione della gioia vera della sua anima costantemente unita al suo Signore".