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Le Opere
P. Atanasio fu insignito dal Comune di Milano della medaglia d'oro alla memoria, 7 dicembre 1960(?) , per la sua testimonianza e le sue opere. "Lo ricompensavano in quel giorno di S. Ambrogio, uomini di scienza e di lettere, uomini dell'industria benemeriti della rinascita materiale e spirituale della città dalle rovine della guerra".
Innanzi tutto il Monastero delle Carmelitane Scalze di v. Marcantonio Colonna.
Assecondando lo zelo del P. Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, e della sua sposa resasi Carmelitana, "lo sognò, lo pensò, lo volle, lo attuò come naturale barriera contro il dilagare di tante vergogne. Disse che lo sentiva come una propiziante offerta di anime innocenti, immolate per il bene di tutti; disse che là dentro trovava le Sue delizie, quelle che gli erano necessarie per volere e per attuare altre ed altre opere nelle quali la sua molteplice carità documentò se stessa".
Lo diresse spiritualmente per lunghissimi anni. Perciò giustamente, mentre veniva portato al cimitero maggiore (Musocco), egli poté sostare nella Chiesa del monastero "a consolazione delle sue figlie spirituali, che ne serbano gli indirizzi preziosi e la commossa memoria".
Furono a loro volta benemerenze di P. Atanasio le occasioni per le quali si aprì definitivamente in Monza una "Scuola Apostolica" per le vocazioni. Fondata da lui "con quattro soldi e molte speranze", essa si arricchì presto di un Santuario di S. Teresa del Bambino Gesù".
A lui si deve la fondazione di "Arte e Parola" per conferenze di religione e di varie culture.
Per opera sua, intorno alla basilica dedicata al "Corpus Domini" fiorì l'Istituzione dell'Opera Santa lega Eucaristica riparatrice, il cuoi fine era la promozione del culto al SS. Sacramento e che, diffusa da convinti zelatori, raggiunse fino a un milione di iscritti, sparsi nei cinque continenti: adoratori di Cristo, che precedettero quel movimento, oggi universale, della consacrazione della famiglia e della vita civile al S. Cuore.
Per diffondere questo semplice ed immenso concetto P. Atanasio resse una Tipografia - "La Lega Eucaristica" -, che offrì alla rinascita dello spirituale non solo immagini devote e libri di pietà, ma fonti di ispirazione e di pensiero. Immane è la fatica di coloro che oggi stanno ricostruendo tutta la produzione che vide la luce per i tipi della "Santa Lega".
Sono scritti di teologia e di ascetica, di storia e di filosofia, di morale, di agiografia: erano i segni precorritori di quella vigorosa editoria cattolica che oggi è una vastissima realtà, ma che mosse i primi passi dalla umile sede di via Guerrazzi".
Come potesse essere tutto a tutti potrebbe pare incomprensibile a chi non conobbe la Sua giornata aperta, chiusa e vissuta senza stanchezza, senza remissione, nella preghiera e nella carità, dall'alba al tramonto.
Vengono in mente i libretti pii, dolci memorie della nostra incantata età fanciulla, i libretti delle "Scintille eucaristiche", belli anche nella assai maneggevole veste; vengono in mente gli scrittori suoi, dal Barbieri al Grossi, dal Gorla al Martire, dal Facchinetti al Calcara. Aveva saputo unirli in gruppo, primizia fidente ed antica insieme di altri ed altri gruppi che da varie vie si sarebbero costruiti in più comodi tempi.
Del libro Egli aveva un senso quasi vibratile e prensile. Diceva che esso deve essere sempre aristocrazia, libertà dello spirito, distacco della persona, dono purissimo. Di autori ne confortò molti, non ne encomiò nessuno, mai. Seppe anche sorridere di certe voglie letterarie e di certe presuntuose eleganze in pubblicazioni di ecclesiastici.
Rifiutò - lo ricordiamo benissimo - un'opera valida perché non riusciva a vedervi l'umiltà dell'autore e, con l'umiltà la volontà vera di servirvi le anime. Quando iniziative Sue diventarono, anche in condannabili modi, proprietà e vanto altrui, sorrise pacato dicendosi lieto di avere seminato un campo nel quale venivano a mietere altre mani ed altre tese. La Sua carità gli permise anche questi superamenti che oggi, a sommesso parere nostro, non esistono più.
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