Beata Maria degli Angeli 

La prima carmelitana scalza italiana sugli altari
beata_maria_degli_angeli.jpgTra le figure di spicco che lungo i secoli hanno seguito le orme di Teresa di Gesù e di Giovanni della Croce, rivivendone il carisma in modo originale, si colloca la Beata Maria degli Angeli (Maria Anna Fontanella), la santa carmelitana torinese, morta in odore di santità il 16 dicembre 171 7 nel Carmelo di S. Cristina a Torino a 56 anni, ed elevata agli onori degli altari da Pio IX nel 1865.

Forse poche volte nella storia della santità cristiana è avvenuto che le vicende personali di una piccola monaca di clausura si siano incrociate così strettamente con gli avvenimenti della vita civile, al punto che intorno a lei ruotano i personaggi più in vista del ducato Sabaudo, a cominciare dallo stesso principe regnante, il Duca Vittorio Amedeo V, sua madre (la famosa Madama Reale Giovanna Battista), la Duchessa Anna d’Orleans, sua moglie, e molti esponenti della nobiltà piemontese, oltre alcune figure di eminenti religiosi ed ecclesiastici, tra cui emerge quella del beato Sebastiano Valfré.

In occasione del primo centenario della Beatificazione (1965), il Cardinale Anastasio Ballestrero, allora Preposito Generale dell’Ordine, in una lettera commemorativa inviata al Carmelo di Moncalieri, fondato dalla Beata, affermava: "La Beata Maria degli Angeli si presenta a prima vista, una autentica figlia della S. Madre Teresa, nella quale è difficile scorgere tratti o caratteri particolari estranei a quelli che costituiscono l’essenza e offrono la fisionomia tipica della carmelitana scalza. È il più grande elogio che di essa si possa fare ".
E tracciandone un brevissimo profilo spirituale aggiunge: "E risaputo in quale misura essa abbia vissuto le angustie e i dolori della terribile notte dello spirito... Ma forte di una fede e di una speranza incrollabili, obbedendo e combattendo, diceva il suo sì generoso a Dio... in perenne preghiera, in un incontro senza soste nella fede con Colui che sembravo nascondersi, ma che pur le si rivelava in tutto, al punto che confessava: "Il mio buon Gesù, lo trovo dappertutto e non sono mai sazia di trattenermi con Lui".
Da tale comunione di fede e di amore con il Signore sbocciavano il suo affetto filiale per la Chiesa e la sua passione per la salvezza delle anime".

Una perfetta carmelitana scalza dunque, innamorata di Dio e ardente di zelo per la Chiesa e per i fratelli.
Ma con uno stile tutto sua, perché la fantasia di Dio è inesauribile. E il suo Spirito, operando sulla ricchezza di una natura viva e appassionata, sulla disponibilità all’ascolta, sulla capacità della creatura di aprirsi all’infinito, crea degli autentici capolavori in cui risplende tutta la ricchezza delle possibilità umane e la sconfinata potenza dell’Amore: i santi.

Sua eredità è il monastero di Moncalieri (To) [ *]

Nel 1965, I° centenario della beatificazione il corpo della Beata, dalla Chiesa dei Padri Carmelitani Scalzi di Torino, fu portato nel suo Carmelo di Moncalieri, dove si ebbero solenni celebrazioni con la partecipazione di tanti fedeli, eminenti ecclesiastici e membri dell'Ordine. Nonostante il desiderio delle monache, la beata Maria degli Angeli dovette però ritornare a Torino.
Dopo lunghe trattative, il card. Ballestrero diede il consenso per la traslazione definitiva, che avvenne il 15 -12-1988.
Da allora il corpo della beata è esposto nel coro delle monache, circondato dall'amore delle figlie e dalla venerazione dei fedeli che, sempre più numerosi si affidano alla sua intercessione. E la beata sembra gradire in particolare la preghiera delle sposine che desiderano diventare mamme: la schiera dei piccoli, posti con gratitudine sotto la sua protezione, si fa sempre più numerosa.
Da tanti fedeli si chiede con insistenza la sua definitiva collocazione nella chiesa del monastero, dove sarebbe più facile venerarla ed invocarla.


Nel catalogo delle pubblicazioni è disponibili il seguente volume sulla sua vita: