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Sommario
Campo 2008 - L'appassionata ricerca della Verità
Edith Stein e la Sho'ah
Vita dei rom

Campo estivo 2008
L'appassionata ricerca della Verità 

Come è consuetudine ormai da alcuni anni, dal 17 luglio al 5 agosto i formandi della provincia lombarda  ed altri giovani che ruotano intorno alle nostre realtà conventuali si sono ritrovati assieme presso l’eremo di Cassano Valcuvia allo scopo di condividere insieme momenti di fraternità e di formazione.

Meta raggiunta

Era stato già preannunciato, all’inizio dell’anno, che il campo estivo del 2008 sarebbe stato dedicato in modo particolare all’approfondimento del pensiero di Edith Stein (s. Teresa Benedetta della Croce), la grande santa Carmelitana di origine ebraica morta nel 1942 nei campi di sterminio di Auschwitz. E in effetti dal 21 al 27 luglio, presso la sala conferenze del nostro Eremo, ha trovato svolgimento una serie di incontri sulla figura di Edith Stein, tenuti dalla dott.ssa Lodovica Maria Zanet che, conformemente alle intese intercorse con il centro carmelitano vocazioni, ha precisato subito che oggetto di disamina, di riflessione e di dibattito nel corso degli incontri sarebbe stato unicamente il pensiero di Edith Stein, ovverosia la figura della Stein filosofa.
Tale figura, ha chiarito però la dott.ssa Zanet, non può ritenersi indipendente e autonoma da quella della Stein religiosa convertita al cattolicesimo. Unico, infatti, è sempre stato l’obiettivo perseguito dalla Stein, tanto da filosofa quanto da religiosa, ovverosia la ricerca della verità, costi quel che costi, fino al sacrificio della vita. Anzi, come acutamente posto in luce dalla dott.ssa Zanet, la speculazione filosofica della Stein, con gli esiti cui la stessa è approdata, ha svolto indubbiamente una funzione preparatoria e prodromica rispetto alla successiva conversione al cattolicesimo.
Incontro con la dott.ssa ZanetCerto, sarebbe parossistico affermare che la Stein abbia trovato nella filosofia la verità tanto agognata e che sia stata la filosofia a farla approdare alla fede.
Appare, però, difficilmente contestabile che la corrente di pensiero abbracciata dalla Stein - la fenomenologia di Husserl - abbia influito in maniera significativa ed apprezzabile in quel travaglio spirituale che avrebbe condotto la Stein, qualche anno più tardi, alla conversione al cattolicesimo.
Nella scienza fenomenologica, ha spiegato la dott.ssa Zanet, Edith Stein ha indubbiamente visto un metodo particolarmente congeniale alla ricerca della verità. La fenomenologia, infatti, contrariamente all’idealismo tedesco, specie di stampo hegeliano, torna ad affermare che il mondo, la realtà, ha una sua valenza oggettiva, ontologica, indipendente dal pensiero dell’uomo: realtà che dall’uomo deve essere investigata senza pregiudizi di sorta. Compito del fenomenologo è la ricerca dell’ “essenza” delle cose. Ma tale ricerca deve essere scevra da teorie preconcette, da opinioni ricevute e non verificate. Bisogna tornare alle cose e domandare loro ciò che dicono di se stesse. È evidente come sottesa a questo orientamento filosofico sia una nostalgia di ritorno all’oggettivo, alla “santità” dell’essere, alla purezza e castità delle cose, all’essere del mondo. Non siamo lontani dal passo dell’apertura verso a Dio. È infatti attraverso la realtà dell’essere del mondo che Dio ci parla. Aprirsi alla voce del mondo che parla alla coscienza è aprirsi a Dio, è ascoltare Dio. Una fenomenologia, dunque, quella della Stein destinata a sfociare gradatamente nella contemplazione.


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